Coelum Astronomia 205 - 2016 - Page 62

Il 19 ottobre scorso, il Trace Gas Orbiter ha acceso il suo motore principale per inserirsi in un’orbita preliminare attorno a Marte, un’ellisse piuttosto ampio, di 300 km per 96 000 km.

A dicembre 2016, TGO modificherà la propria inclinazione orbitale a 74 gradi e subito dopo, mediante ulteriori manovre a propulsione attiva, abbasserà il suo apocentro, riducendo il periodo orbitale da 4 a 1 giorno marziano. Tra il gennaio e il novembre 2017, sarà impegnato a modificare gradualmente la sua orbita, fino a raggiungere le condizioni di lavoro nominale, ossia un circolo di 400 km di quota attorno al Pianeta Rosso, compiendo un giro completo ogni circa due ore.

Per frenare e abbassare l’orbita della sonda, i controllori di volo dell’ESA hanno previsto di impiegare una tecnica sofisticata chiamata "aerobraking". Essa consiste nell’utilizzare l’azione frenante dell’atmosfera marziana, esercitata sui pannelli solari del modulo, per rallentare e quindi ridurre l’ampiezza delle orbite. Si tratta di una tecnica già sperimentata in passato su Venere, anche se su scale temporali ben più ridotte, e che permette di rallentare lentamente ma con un dispendio di combustibile ridottissimo.

A dicembre 2017, la sonda potrà finalmente avviare le operazioni scientifiche nominali. La sua campagna scientifica si concentrerà nell’analisi dell’atmosfera del pianeta focalizzando la sua attenzione sui gas in traccia. Come accennato poco sopra, si dicono "gas in traccia" tutti quei gas presenti in quantità ridottissime, meno dell’1% del volume totale dell’atmosfera. Questi possono essere ad esempio l’argon, il biossido di azoto, ma ciò che interessa veramente gli studiosi è il metano e il vapor d’acqua. Non si tratta di un compito facile. Per stabilire infatti se il metano sia di origine organica o geologica è necessaria un’analisi degli isotopi del carbonio: il primo caso sarebbe testimoniato da un elevato rapporto di carbonio-12.

A differenza di qualunque altra missione passata o

ancora operante su Marte, il TGO è dotato di una tecnologia avanzata e di una strumentazione specifica allo "stato dell’arte" per questo scopo. In particolare gli strumenti scientifici di bordo sono quattro: due spettrometri, una fotocamera ad alta risoluzione e un rivelatore di neutroni.

Gli spettrometri ACS (Atmospheric Chemistry Suite) e NOMAD (Nadir and Occultation for Mars Discovery) saranno in grado di compiere rilevazioni che spazieranno nel range di lunghezze

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TGO e l’analisi dei gas in traccia nell’atmosfera marziana

Crediti: ESA/ATG medialab.