Coelum Astronomia 205 - 2016 - Page 61

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i campioni prelevati da differenti tipi di terreno, alla ricerca di tracce di materiale organico. Il rover sarà dotato di una suite scientifica, chiamata Pasteur, composta da ben nove strumenti appositamente progettati a questo scopo nonché di un sofisticato trapano perforatore in grado di raccogliere i campioni di terreno penetrando fino a due metri nel sottosuolo. La ricerca in profondità nel terreno risulta molto importante perché è proprio lì che è più facile trovare campioni intatti e ben preservati che possano presentare le tanto agognate biosignature, ossia quegli indizi di antiche forme di vita. In superficie invece Marte viene costantemente bombardato dalle radiazioni solari in grado di alterare i preziosi composti organici, degradandoli e cancellando così ogni possibile traccia dell’attività biologica.

Esobiologia: una nuova scienza

Verso la metà del XX secolo, il genetista americano Joshua Lederberg, premio Nobel per la medicina, ha coniato il termine "esobiologia" per descrivere quegli studi condotti per trovare la vita al di fuori della Terra e per identificare il rischio di biocontaminazione correlato alle attività dei viaggi spaziali. L’esobiologia, chiamata anche "astrobiologia" o "bio astronomia", è volta a rispondere alle domande relative all’origine della vita e alla capacità di essa di nascere ed evolversi nell’ambiente. Questa branca della scienza si è sviluppata sempre di più e ha assunto lo status di ricerca scientifica a tutti gli effetti durante la seconda metà del XX secolo, grazie allo sviluppo dei programmi spaziali.

Sulla Terra, le tracce di metano presenti (1,8 parti per milione sul volume, ossia lo 0,00018%) sono per la maggior parte il risultato dell’azione di processi biologici compiuti da batteri detti "metanogeni" che, coinvolti nei processi di degrado delle biomasse, liberano, appunto, del metano. Parte di questo gas viene prodotto tutt’oggi, parte invece è di origine fossile, come quello intrappolato nel permafrost; una quantità più ridotta è invece di origine geologica o proviene da giacimenti di gas naturale, dall’attività vulcanica o ancora dall’attività idrotermale.

Non è ancora chiaro quale sia l’origine del gas su Marte, ma viene spontaneo fare dei paralleli con la Terra.

Un’altra origine potrebbe essere un processo chiamato "serpentinizzazione", ossia un processo geologico di trasformazione cha ha luogo quando l’acqua reagisce con le rocce ricche di silicio, liberando il metano. Questa attività potrebbe aver luogo nel sottosuolo di Marte, in combinazione con la presenza di aree più calde di origine vulcanica.

L’origine del metano nell’atmosfera terrestre

Una rappresentazione artistica del rover che costituirà, assieme alla piattaforma scientifica russa, la seconda fase della missione ExoMars, il cui lancio è previsto per il 2020. Crediti: ESA/ATG Medialab.