Coelum Astronomia 205 - 2016 - Page 59

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L’orbiter TGO - Trace Gas Orbiter con ancorata la capsula contenente il lander Schiaparelli. Crediti: ESA/ATG Medialab.

L’obiettivo primario di TGO è l’analisi dei gas "in traccia", ossia di quei gas presenti in quantità molto limitate (meno dell’1% del

volume dell’atmosfera marziana), proprio come il vapore acqueo e il metano: mappando le concentrazioni spaziali e stagionali di questi gas, si tenterà di chiarire se l’origine sia da attribuire alla normale attività geologica del pianeta oppure se possa essere la reale indicazione di processi biologici ancora in atto. Inoltre l’orbiter analizzerà, grazie alla sua potente fotocamera, le strutture geologiche superficiali per identificare quelle che potrebbero essere connesse alla produzione dei gas in traccia individuati, come ad esempio dei vulcani attivi.

Il lander Schiaparelli è identificato dalla sigla EDM (Entry, descent and landing Demostration Module) ossia Modulo Dimostrativo di ingresso, discesa e atterraggio. Il nome lascia intendere che si tratta di un sistema di test tecnologico e dimostrativo pensato per

provare le tecnologie necessarie a raggiungere in tutta

sicurezza la superficie del pianeta. Sebbene l’atterraggio di lander e rover sulla superficie di Marte possa apparire

oggi una facile routine, in realtà l’operazione resta

ancora insidiosa e difficile da eseguire. Schiaparelli

doveva quindi costituire il sistema per testare

tutto ciò che poi servirà alla messa in opera

del rover esploratore vero e proprio, che

sarà lo scopo della seconda fase della

missione ExoMars.

Il lander Schiaparelli costituisce quindi primariamente un test ingegneristico anche se in realtà bisogna ricordare che era dotato di un set di strumenti scientifici di bordo in grado di analizzare l’atmosfera marziana durante la discesa e nel breve periodo operativo sulla superficie (stimato in pochi giorni, in funzione della durata delle batterie).

II Fase - ExoMars 2020 - Rover e laboratorio statico

La partenza della seconda fase di ExoMars è prevista per la finestra di lancio del 2020, quando un secondo vettore trasporterà sul Pianeta Rosso il rover europeo e la piattaforma scientifica di costruzione russa. Entrambi gli elementi viaggeranno all’interno di una capsula appositamente studiata per l’ingresso nell’atmosfera planetaria e saranno fatti atterrare sulla superficie di Marte con il compito di proseguire gli studi già condotti dalla prima fase della missione. In particolare, il rover, della dimensione di un cart da golf, durante la missione si sposterà di alcuni chilometri dal sito di atterraggio per analizzare

ExoMars

il significato

del nome

Il nome della missione testimonia e riflette quelli che sono gli obiettivi primari della spedizione: la ricerca di indizi e prove di attività legate alla vita oltre la Terra. La branca della scienza che studia questi aspetti è chiamata esobiologia (exobiology). Il nome ExoMars è quindi costituito dall’unione delle parole Exobiology e Mars, ossia esobiologia su Marte.