Coelum Astronomia 205 - 2016 - Page 56

56

Coelum Astronomia

ExoMars: il ritorno della ricerca astrobiologica su Marte

di Giorgio Bianciardi

Finalmente, dopo la ancora dibattuta missione Viking (trovò o non trovò la vita sul Pianeta Rosso?) e lo stop dato dalla NASA alla propria ricerca in tema astrobiologico

su Marte, il vento è cambiato grazie all’ESA, l’Agenzia Spaziale Europea, che quest’anno ha lanciato la missione ExoMars.

Infatti, il 14 marzo 2016, alle 9:32 UT partirono dal Cosmodromo di Baikonur, sospinti da un vettore Proton-M della russa Roscosmos, un lander e un orbiter, con destinazione Marte. È una missione capitanata dall’Agenzia Spaziale Italiana: il lander stesso è stato costruito a Torino. Numerosi sono gli strumenti di analisi dell’atmosfera o di ripresa del suolo marziano made in Italy, inoltre l’Italia è il principale finanziatore.

Si tratta di un progetto che ha avuto molte vicissitudini, fino a correre il rischio di essere del tutto cancellata nel 2009 quando la NASA, allora principale partner per la missione, tentò di imporre una riscrittura dell’intero programma: il rover non sarebbe stato europeo. L’Italia si oppose bloccando il tutto (presumibilmente ci saremmo ritrovati con l’ennesimo rover geologico). Nel 2010 la NASA si ritirò dal progetto. Ormai sembrava tutto perduto, quando un contatto con l’agenzia spaziale russa Roscosmos ridette vita al progetto, sostituendo la partnership americana.

Ma perché proprio Marte?

Al di là delle fantasie e del fascino suscitato da sempre, Marte è considerato il cugino della Terra, presentando notevoli somiglianze con essa. Nel Sistema Solare, Marte è infatti il pianeta con più caratteristiche in comune con la Terra: non per niente, il suo ESI, Earth Similarity Index (Indice di Similitudine con la Terra) è il più alto di tutto il sistema. Altro fattore importante è la sua distanza da noi, che è relativamente ridotta, comportando viaggi brevi per raggiungerlo e con finestre di lancio piuttosto frequenti: il Pianeta Rosso è facilmente accessibile.

Inoltre gli studi già compiuti hanno dato prova della presenza di acqua liquida nel lontano passato del pianeta. Sulla Terra l’acqua costituisce la chiave per la presenza della vita e di conseguenza la domanda sorge spontanea: se nel passato del pianeta è esistita l’acqua in forma liquida, può essersi sviluppata anche la vita?

Vi sono anche altri indicatori che portano a pensare alla presenza di vita, come le tracce di gas metano, rilevato dalle precedenti missioni di esplorazione (tra cui Mars Express dell’ESA e Curiosity della NASA) e la cui origine risulta ancora incerta. Il metano è particolarmente interessante perché, sulla Terra, la sua presenza nell’atmosfera è associata all’attività biologica: azioni microbiche, emissioni da parte di animali o dalla decomposizione di materia organica...