Coelum Astronomia 205 - 2016 - Page 55

che battezzò "canali". Questa parola fu tradotta con il termine "canals" invece del più corretto"channels". Mentre il primo indica una costruzione artificiale, il secondo termine definisce una conformazione del terreno che può essere anche di origine naturale. Ma ormai si era diffusa l’idea che su Marte fossero presenti delle strutture artificiali. Per lungo tempo si pensò quindi che su Marte potesse esistere una fiorente civiltà, in grado di modificare il pianeta a proprio vantaggio, proprio come l’essere umano stava facendo sulla Terra: era nato il mito dei "marziani".

La questione venne risolta solo all’inizio del XX secolo, quando le osservazioni compiute con telescopi più avanzati e potenti permisero di vedere un pianeta ben più arido e deserto di quanto fosse stato suggerito da Schiaparelli ma soprattutto privo di qualsiasi canale o altra struttura artificiale.

Il sorgere dell’era spaziale, con le sue prime esplorazioni robotizzate, ha inequivocabilmente dimostrato che non ci sono civiltà aliene là fuori e ha portato così gli studiosi a concentrarsi sulla ricerca di quei mattoni fondamentali per lo sviluppo della vita, e soprattutto sulla presenza di acqua, quale requisito fondamentale.

Numerosi studi sono stati condotti a tal riguardo anche su Marte; nel corso di alcuni decenni sono state inviate più di quaranta missioni di esplorazione e di analisi del Pianeta Rosso: le Viking; il Pathfinder; i rover Spirit, Opportunity e infine Curiosity; per non parlare dei numerosi orbiter... L’obiettivo era sempre lo stesso: raccogliere sempre più informazioni, sempre più dettagliate, per tentare di rispondere a un’unica domanda: è mai esistita la vita sul pianeta? Questa rimane tutt’oggi una delle domande più grandi e senza una risposta definitiva.

Proprio a questa domanda si desidera trovare una risposta ed è per questo motivo che l’ESA, l’Agenzia Spaziale Europea, ha preparato e inviato la missione ExoMars, con la partnership di Roscosmos, l’Agenzia Spaziale Russa.

Crediti: ESA/DLR/FU Berlin.

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