Coelum Astronomia 205 - 2016 - Page 53

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rover e lander e in orbita hanno progressivamente aggiunto tasselli al puzzle marziano, dipingendo un’immagine sempre più nitida e completa. Ora, nonostante manchino ancora alcuni pezzi, possiamo già intravedere l’immagine finale: quella di un mondo umido, ricco di acqua e forse abitabile.

pomeriggi marziani sulla cima di queste altissime montagne. In modo del tutto analogo a quanto succede sulle catene montuose terrestri. Il risultato non è solo emozionante, ma anche denso di contenuto scientifico: le nuvole sono fondamentali per capire il bilancio energetico del pianeta e questo video sarà la base per capire i cambiamenti stagionali e giornalieri dell’atmosfera del pianeta.

Ma i risultati non finiscono qui: l’ultravioletto fornisce molte informazioni aggiuntive dal punto di vista scientifico. Per esempio per la notte marziana, la parte del globo non illuminata dalla luce solare. In questa zona è ben visibile il nightglow, il bagliore notturno, un fenomeno per cui, anche in totale assenza di luce solare, il cielo emette una leggera luminosità.

Questo succede su Marte nell’ultravioletto a causa di fenomeni chimici che iniziano durante la giornata, quando l’atmosfera è esposta alla luce del sole. L’emissione solare infatti rompe le molecole che compongono l’atmosfera e gli atomi risultanti, tra cui troviamo ossigeno e azoto, vengono trasportati dai venti in quota. Quando queste particelle arrivano nella zona notturna del pianeta, i venti trasportano le particelle ad altitudini più basse e gli atomi di ossigeno e azoto trovano la condizione migliore per ricombinarsi, emettendo della luce nell’ultravioletto durante il processo. Osservare il bagliore notturno su Marte permette, quindi, di avere chiare indicazioni di come circolino i venti sul pianeta. E di come evolva il pianeta al passare delle stagioni.

Sotto. Nel video è rappresentata la nascita delle nuvole nei pomeriggi marziani.

Crediti: NASA/MAVEN/University of Colorado.