Coelum Astronomia 205 - 2016 - Page 51

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A destra. Tre sonde marziane hanno atteso al varco la cometa Siding Springs, occasione unica per incontrare un vero “fossile” del Sistema Solare. Crediti: NASA/JPL.

Sotto. Tre sonde marziane hanno atteso al varco la cometa Siding Springs, occasione unica per incontrare un vero “fossile” del Sistema Solare. Crediti: NASA/JPL.

direzione tracciata dal vento solare. I dati di MAVEN indicano che un quarto degli ioni persi dall’atmosfera marziana fugge tramite la struttura a pennacchio che si erge verso l’alto dalla porzione illuminata del pianeta, mentre il restante 75% fugge tramite la coda che si estende dietro Marte. In totale, l’atmosfera marziana perde un quadrilione (un uno seguito da 24 zeri) di molecole atmosferiche ogni secondo. Trattandosi principalmente di ossigeno e anidride carbonica, il ritmo di fuga è pari a circa 100 grammi ogni secondo. Quello misurato da MAVEN è un limite minimo, in quanto le particelle atmosferiche meno energetiche e quelle neutre sono state escluse dalle analisi; l’attuale ritmo di fuga, dunque, è sicuramente più elevato di quello misurato dai sensori di MAVEN.

Una delle grandi domande su cui MAVEN sta ancora investigando è se questo ritmo di fuga sia rimasto costante nel tempo. In una fortuita coincidenza cosmica, Marte è stato avvolto da una tempesta solare poco dopo l’arrivo di MAVEN, permettendo alla sonda di riscontrare un aumento di 10-20 volte nel numero di particelle in fuga dall’atmosfera marziana. Un episodio simile è avvenuto nell’ottobre del 2014, quando la cometa C/2013 A1 Siding Spring è passata a soli 140 mila chilometri dalla superficie marziana. La chioma della cometa ha avvolto l’intero pianeta per varie ore, gettando la debole magnetosfera marziana nel caos più totale. In seguito a questo straordinario incontro ravvicinato, MAVEN ha ancora una volta riscontrato un notevole aumento nel numero di particelle in fuga.