Coelum Astronomia 205 - 2016 - Page 45

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geologiche: un territorio ricco di fratture geologiche a nord, un’area costellata di crateri a sud e una pianura collinosa a ovest, verso il sito di atterraggio di Curiosity.

Curiosity ha raggiunto Yellowknife Bay dopo una traversata di 125 Sol, o giorni marziani. La scoperta di ciottoli ben levigati e di vene di solfuro e calcio hanno confermato i sospetti degli scienziati: in passato, Yellowknife Bay era un tempo l’estremità di un flusso di acqua, forse un delta che scendeva dal bordo del cratere. In un’area poi ribattezzata Glenelg, il rover ha eseguito i primi prelievi diretti di campioni di roccia marziana. Riscaldando i campioni John Klein e Cumberland, prelevati dall’argillite Sheepbed, i laboratori interni di Curiosity hanno rivelato una grande varietà di gas, tra cui vapore acqueo – il più abbondante in assoluto, con picchi di 2,5% per peso – ossigeno molecolare, anidride carbonica, anidride solforosa, idrogeno molecolare e acido solfidrico. Le analisi hanno portato anche alla prima, inequivocabile identificazione di composti organici, tra cui clorometano, diclorometano, clorobenzene, dicloropropano e dicloroetano.

Una delle grandi questioni sollevate da Curiosity è quella della conservazione dei composti organici. Numerosi esperimenti a bordo del rover hanno collaborato allo studio di una possibile finestra tafonomica – un insieme di particolari

Sotto. Dettaglio del versante "Paresis" della duna Namib, nel campo di dune attive "Bagnold".

Crediti: NASA/JPL-Caltech - Processing: Elisabetta Bonora & Marco Faccin / aliveuniverse.today

Sopra. Immagine che mostra i componenti geologici di Yellowknife Bay. Crediti: NASA/JPL-Caltech/MSSS.

condizioni che potrebbe aver consentito la “sopravvivenza” dei composti organici fino ad oggi.

I materiali organici potrebbero essersi formati direttamente sulla superficie marziana, ad esempio tramite processi atmosferici, biologici, idrotermali o ignei, oppure potrebbero essere stati portati dall’esterno, ad esempio da meteoriti, comete o polveri interplanetarie. Si stima che, ogni anno, circa 240 milioni di grammi di carbonio raggiungano la superficie marziana per via esogena. Questo dato potrebbe essere stato ben più elevato in passato.