Coelum Astronomia 205 - 2016 - Page 43

Opportunity ha trascorso la prima parte della sua permanenza sul suolo marziano esplorando tre segmenti del bordo del cratere Endeavour – Cape York, Murray Ridge e Cape Tribulation – alla ricerca di tracce di alterazioni geologiche dovute alla passata presenza di ambienti acquosi. A Cape York, nella località Matijevic Hill, Opportunity ha osservato grandi quantità di smectiti e di affioramenti geologici ricoperti da piccole sferette larghe 2-3 millimetri e ricche di ematite. Si pensa che queste rocce risalgano a un passato molto lontano, e che siano state esposte in seguito all’impatto che generò il cratere, largo 22 chilometri. Scavando all’interno delle rocce di Cape York, il rover ha trovato prove di un’intensa alterazione da parte dell’acqua. A Marathon Valley, in Cape Tribulation, Opportunity ha confermato la passata esistenza di un ampio sistema idrotermale generato dalla violenta collisione che formò Endeavour. Opportunity è ancora attivo sulla superficie marziana, e si sta ora dirigendo verso un canale lungo 110 metri e scavato dal flusso di acqua. Il rover si trova attualmente meno di un chilometro a nord dell’antico fiume.

L’esplorazione della superficie marziana ha raggiunto una nuova pietra miliare nel 2008, con l’atterraggio del lander Phoenix all’interno del circolo polare. Usando il suo braccio robotico per

incidere una dozzina di fossette nel suolo, il lander ha confermato i sospetti degli scienziati, scoprendo un duro strato di ghiaccio nascosto qualche centimetro al di sotto della superficie sabbiosa. Le analisi hanno portato all’identificazione di numerosi sali disciolti, tra cui un 0,4% - 0,6% di sali perclorati. Phoenix ha inoltre riscontrato un pH moderatamente alcalino. Una delle sue ultime immagini, scattata intorno alle 11:32 di mattina ora locale, ha documentato la formazione di uno strato di gelo sul suolo – un importante tassello nell’attuale ciclo idrologico di Marte, dominato dalle dinamiche di vapore e ghiaccio.

Sopra. L'immagine al microscopio ripresa da Opportunity durante il suo 46esimo giorno marziano (SOL) delle cosiddette Bluberry, i mirtilli marziani nella regione Berry Bowl.

Crediti: NASA/JPL/Cornell/USGS.

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Sotto. Non solo Blueberries. Opportunity, nella zona di Cape York, riprende un affioramento apparentemente simile alle ormai note sferule di ematite ma secondo i ricercatori, in realtà completamente diverso: non presentano ferro come i tipici mirtilli marziani ma potrebbero essere concentrazioni formate dall'azione dell'acqua sui minerali presenti nelle rocce, la prova dell'esistenza di un ambiente umido in passato su Marte. Crediti: NASA/JPL-Caltech - aliveuniverse.today.