Coelum Astronomia 205 - 2016 - Page 25

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limitazioni di peso a cui sono obbligate le attuali astronavi. A parte gli scudi elettromagnetici ancora sperimentali, queste letali particelle potrebbero essere fermate solo da spessi strati di piombo o grandi masse d’acqua, entrambe soluzioni impraticabili.

Ovviamente si dovrà avanzare per gradi, dapprima puntando alla Luna e poi anche agli asteroidi con missioni di difficoltà e durata crescente.

La NASA dal canto suo sta procedendo un po’ a rilento con lo sviluppo del nuovo sistema di trasporto spaziale, ma il buon Obama ha capito che l’agenzia spaziale americana non può farcela da sola e apre verso le aziende private, puntando sulla collaborazione delle grandi aziende che stanno raccogliendo successi a ripetizione.

Sto parlando appunto della SpaceX di Elon Musk, la quale si è già meritata la possibilità di attivare un servizio di trasporti verso la ISS, la casa spaziale che passa sulle nostre teste e in cui si lavora in condizioni di microgravità da oltre 16 anni. Ma anche altri sono gli interlocutori della NASA: Orbital ATK, altra azienda che rifornisce la Stazione Spaziale con le capsule cargo Cygnus; Jeff Bezos con la sua Blue Origin, che ha completato uno spettacolare test di sicurezza in cui due componenti sono stati lanciati e, dopo

essersi separati, sono rientrati perfettamente a Terra; e la Boeing, che come gli altri sta sviluppando una capsula abitata. Ma stiamo parlando anche di molte aziende come Bigelow Aerospace, Lockheed Martin, Sierra Nevada, tutte

con i loro progetti e tutte con le proprie peculiarità.

In fondo Obama sa che lo spazio è ricerca, sviluppo, ma soprattutto conoscenza ed esperienza, oltre che occupazione: migliaia di persone lavorano negli ambiti aerospaziali e quindi i nuovi investimenti che vengono riversati in questa filiera sono soldi che ritornano al cittadino, sia direttamente come stipendi per le persone che ci lavorano e sia indirettamente come nuove scoperte scientifiche o i cosiddetti spin-off, le idee nate per lo spazio che ci siamo trovati a utilizzare tutti i giorni nella vita quotidiana.

Attualmente gli USA non hanno nemmeno un veicolo per il trasporto spaziale umano, ma i progetti sono molti e presto avremo le prime conferme.

Sì, penso che il presidente americano abbia voluto ripetere il concetto che gli Stati Uniti portano tendenzialmente più in alto l’asticella della sfida e, anche se l’impressione resta quella di voler esagerare spingendosi oltre i limiti del fattibile, queste esternazioni piacciono a noi appassionati che speriamo sempre di poter rivivere quell’emozione di quasi cinquant’anni fa, quando un essere umano posò il suo piede sulla superficie polverosa della Luna.

Crediti: NASA.