Coelum Astronomia 205 - 2016 - Page 23

maggiori informazioni sul processo che interagisce con la regolite.

Grazie ai dati raccolti è stato possibile identificare 222 nuovi crateri da impatto e scoprire che il loro tasso di formazione con diametro di almeno 10 metri è superiore del 33% rispetto al modello adottato in precedenza. LRO ha poi osservato aree dotate di grande riflettanza, possibile prova di un processo legato al sollevamento delle polveri lunari. Il meccanismo innescato ha effetti anche sulla regolite: la turbolenza indotta sarebbe di 100 volte maggiore del previsto. Gli scienziati ritengono di poter usare le informazioni raccolte dalla sonda per migliorare la conoscenza dei tassi di impatto sulla Luna e per investigare sui processi che regolano il modellamento dei corpi celesti nel Sistema Solare.

Sopra. Questa immagine, data dalla composizione di due immagini (prima e dopo l'impatto) rivela un nuovo cratere di 12 metri di diametro (Latitudine: 36,536 ° N; Longitudine: 12,379 ° E) formatosi tra il 25 ottobre 2012 e il 21 aprile 2013. Al centro il nuovo cratere e il normale materiale esposto dall'impatto in colori chiari, mentre tutto attorno in colore scuro la regolite che è stata sbalzata dall'impatto e che ha raggiunto distanze molto maggiori del previsto. La scena è 1300 metri di larghezza.

A sinistra. L'animazione è stata realizzata da due immagini ottenute in due momenti distinti e rivela la presenza di un nuovo cratere di 12 metri di diametro sulla superficie lunare. Crediti: NASA/GSFC/Arizona State University.

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e il 21 aprile 2013. Al centro il nuovo cratere e il normale materiale esposto dall'impatto in colori chiari, mentre tutto attorno in colore scuro la regolite che è stata sbalzata dall'impatto e che ha raggiunto distanze molto maggiori del previsto. La scena è 1300 metri di larghezza. Crediti: NASA/GSFC/Arizona State University.