Coelum Astronomia 205 - 2016 - Page 21

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giapponese è riuscita a mettere la sonda in orbita intorno a Venere, reinventando per lei una nuova traiettoria ben diversa da quella inizialmente pianificata.

Obiettivo di questi primi mesi di missione: verificare quanto e cosa si possa fare con queste nuove caratteristiche di missione. «Con la nuova orbita, così diversa da quella iniziale», ragiona Satoh, «alcune cose sono andate perse. Ma altre, sono state guadagnate».

A causa dell’orbita allungata, la risoluzione dei 5 strumenti di bordo è in genere minore di quella sperata. Ma la sonda è in grado di osservare il pianeta per un periodo maggiore, fornendo informazioni più precise sulle variazioni nel tempo dell’atmosfera. Questa caratteristica sembra fondamentale per la riuscita scientifica di Akatsuki, che ha tra gli obiettivi principali quello di spiegare il clima venusiano e in particolare la super-rotazione, cioè la rotazione dell’atmosfera incredibilmente più veloce della rotazione del pianeta sottostante.

«Akatsuki risolverà molti misteri nei prossimi mesi», promette Sotoh. «Non per nulla, è la prima e unica

sonda interplanetaria che possa essere considerata a tutti gli effetti un satellite per lo studio del clima».

Sopra. Immagine a falsi colori di Venere realizzata il 25 Marzo 2016, combinando i dati catturati a due diverse lunghezze d’onda nell’IR. Crediti: Jaxa.

Nella pagina precedente. Mappa geologica di Idunn Mons (46 S; 146 W) in cui sono visibili i flussi di lava identificati. Crediti ESA/DLR.

A sinistra. Il video, catturato dalla sonda giapponese Akatsuki, rende visibile il moto rotatorio estremamente rapido delle nubi dell'atmosfera di Venere. Il video è stato ripreso nell'infrarosso e si compone di alcune immagini scattate a circa quattro ore di distanza l'una dall'altra.

Crediti: JAXA/ISAS