Coelum Astronomia 205 - 2016 - Page 16

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Coelum Astronomia

Macchie stellari su Proxima Centauri

di Stefano Parisini - Media INAF

Un ipotetico

abitante del

pianeta

Proxima b,

recentemente

scoperto,

potrebbe

ammirare sulla

propria stella

Proxima Centauri

delle macchie, come

quelle solari ma molto

più grandi. Macchie che si

presentano con una periodicità

di sette anni, un ciclo di attività stellare che gli astronomi non pensavano possibile per una stella piccola.

Dallo scorso agosto, quando è stata annunciata la scoperta di un pianeta in zona abitabile che le orbita attorno, Proxima Centauri, la stella più vicina alla Terra, è oggetto di grandissima attenzione. Per quel che si conosce finora, Proxima Centauri sembra avere ben poco in comune con il Sole: si tratta di una stella nana rossa, meno calda e massiccia e con solo un millesimo della luminosità del nostro astro. Tuttavia, una nuova ricerca appena pubblicata online dalla rivista Monthly Notices of the Royal Astronomical Society, mostra che, sotto certi aspetti, Proxima Centauri è sorprendentemente simile al Sole, presentando un ciclo regolare di macchie stellari.

Le macchie stellari sono zone scure sulla superficie di una stella – come quelle che possiamo vedere comparire sul Sole – dove la temperatura è un po’ più “fresca” rispetto all’area circostante. Queste macchie sono generate dagli intensi campi magnetici stellari, che possono, in determinate condizioni, limitare il flusso del gas ionizzato (il plasma) della stella.

Il numero e la distribuzione delle macchie stellari sono ovviamente influenzati dai cambiamenti che avvengono nel campo magnetico stellare. Sul Sole,