Coelum Astronomia 205 - 2016 - Page 152

Guida all’Osservazione

Questo mese approfondiamo l’osservazione di una formazione particolare, inconfondibile, molto probabilmente unica sulla faccia della Luna: il Sinus Iridum, situato nel settore nordoccidentale del mare Imbrium. Le serate migliori per osservare questa interessantissima struttura lunare vengono indicate in 3 giorni dopo la fase di Primo Quarto oppure 2 giorni dopo l’Ultimo Quarto. Il mio consiglio è di osservarlo il 10 novembre.

Per comprendere la reale natura di ciò che ci apprestiamo a osservare, dobbiamo focalizzare l’attenzione sul connubio Sinus Iridum - Mare Imbrium: mentre per il primo l’origine viene fatta risalire al periodo Imbriano Superiore collocato da 3,8 a 3,2 miliardi di anni fa, l’origine di Imbrium viene collocata a 3,8 miliardi di anni fa nel periodo Imbriano Inferiore, pertanto con un presumibile scarto di non oltre seicento milioni di anni tra questi due importanti eventi della storia geologica lunare. Se le lave che colmarono la gigantesca voragine di Imbrium si riversarono anche nell’area del Sinus Iridum, ovviamente significa che queste dovevano essere ancora sufficientemente fluide per

rendere possibile un simile

travaso. Quindi le ipotesi

potrebbero essere due:

1. Si tratta di una struttura

crateriforme preesistente rispetto a Imbrium e successivamente colmata dalle lave di quest’ultimo col conseguente collassamento delle sue pareti poste a S-SE (proprio al confine con Imbrium).

Data consigliata per l’osservazione:

10 novembre

I Monti Appennini in PhotoCoelum

Ecco alcune immagini tratte dalla Gallery di Photo Coelum che ritraggono i Monti Appennini.

Di Davide Fiacconi

Di Luciano Lai

Di Francesco Gagliardi

Nella Storia

La denominazione di "Baia degli Arcobaleni" e "Sinus Iridum" venne introdotta da Riccioli/Grimaldi nel 1651. Langrenus invece ne assegnò il nome di "Sinus Geometricus", mentre "Sinus Apollonius" venne assegnato da Hevelius. Il Sinus Iridum ha sempre attirato l’attenzione di appassionati e studiosi. In “La Luna” (1933) Alfonso Fresa (Ulrico Hoepli Editore, Milano) cita testualmente: «Nel passato Chacornac in una “Note sur les apparence de la surafe lunaire” asserisce che “la configurazione di questi lidi presenta vaste baie semicircolari, la cui bocca è in parte ostruita dai detriti del distrutto recinto, precisamente nella direzione del largo, come si verifica del resto per il fondo del cratere dell’isola di San Paolo (Oceano Indiano) invaso attualmente dalle acque dell’Oceano”».

Cosa aspetti? Osserva anche tu i Monti Appennini con i consigli di Francesco Badalotti e carica le tue immagini in Photo Coelum!

Un’immagine della Rima Fresnel ripresa da Claudio Bottari.

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Il Sinus Iridum

2. L’origine del Sinus Iridum fu contestuale alla

formazione del mare delle Piogge quale conseguenza del catastrofico impatto di un grande corpo meteoritico, probabilmente frantumatosi in vari blocchi, uno dei quali sarebbe proprio il responsabile della formazione del Sinus che andremo a osservare il 10 novembre con fase lunare di 11 giorni.