Coelum Astronomia 205 - 2016 - Page 141

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Per trovare questo oggetto dobbiamo puntare la stella Algenib che contrassegna l’angolo di sudest del “Grande Quadrato”, e da qui spostarci di 2,6° in direzione ovest-nordovest. Così facendo dovrebbe entrare in campo un batuffolo luminoso di appena un paio di primi (ma almeno sei nelle fotografie a lunga posa). Osservando questa galassia – un po’ più piccola della nostra Via Lattea e distante circa 40 milioni di anni luce – si resta colpiti dalla sua buona luminosità (circa +11 la sua magnitudine integrata), che la pone alla portata di aperture medie anche da cieli moderatamente inquinati.

Con uno S/C da 254 mm usato in postazione suburbana ho infatti avuto modo di scrivere: «A 96x la galassia appare debole, e tuttavia ben disegnata; è nettamente elongata. A 134x la regione nucleare diventa decisamente più ampia e brillante… Non vedo segni di struttura».

Questa descrizione rimane valida anche per diametri più generosi, grazie ai quali le dimensioni apparenti dell’oggetto aumentano per via della maggior raccolta di luce, e la regione nucleare diviene sempre più piccola al crescere del diametro del telescopio. La linea delle polveri, ben appariscente nelle riprese fotografiche, si rivela invece un osso davvero duro nell’indagine visuale. Soltanto con diametri “importanti”, di almeno 450 mm, comincia a fare la sua timida apparizione; e infatti, a rileggere questa annotazione sembra che personalmente ci sia riuscito appena con il dobson da mezzo metro: «A 133x la galassia si mostra quasi fotografica, con una regione nucleare soffusa e brillante. È nettamente elongata e con la visione distolta si percepisce una tenue linea scura che la taglia a metà».

Con aperture ancora maggiori la linea delle polveri diviene sempre più evidente, ma stiamo parlando di diametri davvero grandi…

NGC 7814 - I consigli per l’osservazione

di Salvatore Albano

Già un comune binocolo del tipo 10x50 puntato circa 2° a nord-ovest di Algenib permette di rilevare la presenza di una piccola ma ben distinta chiazza allungata di undicesima grandezza; osservata con un telescopio anche di modesta apertura, questa si rivela essere una delle più belle galassie contenute in questa costellazione: parliamo di NGC 7814, nota anche come “piccola sombrero”, scoperta l'8 ottobre 1784 da W. Herschel, riportandone la seguente descrizione: «Estremamente brillante, estesa, molto gradualmente più brillante al centro…». Lontana circa 40 milioni di anni-luce, questa galassia, che si estende su un diametro stimato tra i 65 e gli 80 mila anni-luce, è una spirale vista esattamente di profilo, la cui forma ricorda incredibilmente quella di M104, la “sombrero” appunto. Il campo stellare nei pressi NGC 7814 è noto per essere densamente popolato da decine di galassie ancor più deboli (le più luminose delle quali sono NGC 14, PGC38, PGC332 e PBG 889a) perché remote, tanto da dare l'impressione di essere una sorta di mini-Hubble Deep Field quando ripreso con astrografi a largo campo. La galassia giace 12' a sud-ovest di una stella di settima grandezza verso la quale punta proprio il suo profilo ovale. Osservata già con un telescopio da almeno 100 mm di apertura, essa appare abbastanza luminosa e lunga 4' ma nelle riprese CCD la sua estensione angolare raggiunge 5,5'x2,3'. Essa custodisce un core ovale e un nucleo moderatamente luminoso. molti osservatori affermano che la banda oscura che avvolge la galassia all’equatore può essere vista in un telescopio da 200 mm ad alti ingrandimenti anche se scorgerla è una vera sfida - dovuto all'esile spessore di tale banda - anche con strumenti che hanno il doppio d'apertura. La “piccola sombrero” possiede le stesse dimensioni del suo più nota “omonima” galassia, rispetto alla quale sembra essere più

NGC 7814, la “piccola sombrero