Coelum Astronomia 205 - 2016 - Page 128

Riprese fotografiche in perigeo e in apogeo si riveleranno utili per evidenziare la reale differenza fra i rispettivi diametri apparenti, avendo cura di lavorare nelle medesime condizioni operative (strumentazione, focale, ecc).

Considerata la maggiore vicinanza e luminosità, potrebbe rivelarsi altrettanto interessante acquisire immagini della superficie lunare anche in tale occasione: in modo particolare i dettagli lungo il bordo lunare, le principali raggiere, le zone con notevoli differenze di albedo e la regione di Aristarchus Plateau.

Una serata osservativa importante e impegnativa con l'unica incognita del maltempo, ma sperare non costa nulla. Eventualmente tutto verrà rimandato al 2 gennaio del 2018, con il prossimo plenilunio in perigeo.

Distanza angolare: 1° 52'

Nella sera del 15 novembre la Luna (fase 97%) sorgerà in congiunzione piuttosto stretta con la luminosa Aldebaran (mag. +0,85), nella costellazione del Toro. Assieme all’ammasso aperto delle Iadi, questa congiunzione può rappresentare un ottimo spunto per una ripresa fotografica a grande campo, ma sarà altrettanto godibile se osservata attraverso un piccolo telescopio a bassi ingrandimenti o attraverso un binocolo. In tale data, la Luna ha da poco superato la fase di piena e quindi il suo chiarore sarà notevole, rischiarando il cielo e rendendo l’osservazione a occhio nudo e la fotografia più impegnativi.

15 novembre, ore 20:00: Congiunzione Luna – Aldebaran (Alfa Tauri)

16/17 novembre: LEONIDI al minimo e presenza della Luna

Il passaggio al perielio della 55P/Tempel-Tuttle, la cometa progenitrice dello sciame, è avvenuto ormai da più di 15 anni, ma in tutto questo tempo le Leonidi non hanno mai smesso di affascinare gli osservatori, che ogni anno tornano ad aspettarle, pur sapendo che non si verificheranno delle “piogge” grandiose. Quello delle Leonidi è storicamente lo sciame che con più regolarità è riuscito a non deludere le attese degli osservatori nel corso degli ultimi secoli, producendosi a intervalli più o meno regolari in straordinarie tempeste di meteore (1833, 1866, 1966, 1998…).

Per ritrovare la “tempesta” basterà probabilmente aspettare il 2031, anno del ritorno al perielio della cometa. Per il momento dovremo accontentarci dell’incontro della Terra con le rade polveri sparse su tutto il suo percorso orbitale, ma la sorpresa è sempre possibile!

Il radiante situato nella “falce” del Leone è normalmente attivo dal 14 al 21 novembre, con un massimo attorno al 17 e uno ZHR (Zenital Hourly Rate) normalmente sull’ordine delle 10-15 meteore/ora.

Le previsioni di quest’anno confermano che lo ZHR sarà ai livelli delle 15 meteore l’ora, con un picco nella notte tra il 16 e il 17 novembre (più probabile alle 5:00 del 17); a quell’ora il radiante (AR 10,3h; Dec +21,6°) posto nei pressi di Algieba (gamma Leonis) sarà già ben alto sull’orizzonte est-sudest (più di 60°).

Purtroppo nel cielo sarà presente, non a grande

128

Coelum Astronomia