Coelum Astronomia 205 - 2016 - Page 105

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Nord” ha un suo fascino tutto particolare quando attraversa il cielo notturno dall’orizzonte est a quello ovest, nella sua totale interezza. Impossibile resistere alla tentazione di puntare i nostri obiettivi verso le sue meraviglie.

Una di queste è la Nebulosa Pellicano, una regione nebulare visibile vicino alla stella Deneb, la più brillante della costellazione del Cigno, della quale rappresenta la coda. La Pellicano appartiene alla stessa nube

molecolare della vicina Nord America, dalla quale è separata da una banda oscura, la nebulosa LDN935. La distanza approssimativa del complesso nebulare è stimata intorno ai 1950 anni luce. La nebulosa Pellicano, data la sua luminosità, risulta essere un oggetto particolarmente adatto e non estremamente impegnativo per l’astrofotografia. È una regione particolarmente attiva di formazione stellare e la sua collocazione nel cielo boreale ci permette di averla a disposizione per molti mesi dell’anno e per molte ore per notte. È una nebulosa ad emissione la cui forma ricorda vagamente l’uccello dal quale trae il nome, il pellicano. Per chi pratica l’astrofotografia, è praticamente impossibile farsela sfuggire durante le calde notti estive quando la costellazione del Cigno passa allo zenith in tutta la sua maestosità. Dal punto di vista visuale si tratta di una nebulosa non troppo facile da scorgere poiché si tratta di una nebulosa piuttosto estesa. Sembra che i suoi gas cambino forma abbastanza velocemente e che quindi fra qualche milione di anni la sua forma non assomiglierà più minimamente a quella dell’uccello marino di adesso. Nella parte più frastagliata della nube di idrogeno si nota come un piccolo filamento (come a forma di proboscide) all’estremità del quale si può notare un getto bipolare conosciuto come HH 555 (oggetto Herbig-Haro). Si tratta di gas espulso sotto forma di getti in corrispondenza dei poli di stelle in formazione.

Immagine ripresa con Rifrattore Apocromatico Takahashi TOA130 e camera ccd Sbig STL11000. Autoguida Orion StarShoot Autoguider su SkyWatcher 70/500. Montatura Losmandy G11. Elaborazione LHRGB. Filtri Astronomik CLS CCD, Astrodon Ha 6nm, Astronomik DeepSky RGB. Software automazione riprese MaximDL, software elaborazione PixInsight 1.8 e PS CS5. Località di ripresa Casole d’Elsa – Siena – Italia