Coelum Astronomia 204 - 2016 - Page 94

segnale rilevato da Rosetta è debole – la glicina, infatti, risulta almeno 400 volte più rara del vapore acqueo – ma non vi sono possibili fonti terrestri. Quella di ROSINA è, dunque, la prima conferma inequivocabile della presenza di glicina in una chioma cometaria. In precedenza, ROSINA aveva già rilevato sia la metilammina che l’etilammina, due molecole progenitrici della glicina. Si tratta dell’unico amminoacido in grado di formarsi senza alterazione da parte di acqua liquida; non deve sorprendere, dunque, il fatto che finora ROSINA non abbia osservato altri amminoacidi, nonostante almeno 80 di essi, tra cui l’alanina, abbiano volatilità simili e non dovrebbero quindi poter sfuggire agli strumenti di Rosetta, qualora fossero presenti. I dati di ROSINA indicano che l’emissione di glicina è probabilmente associata alla polvere del nucleo.

Sempre grazie a ROSINA, gli astronomi sono riusciti a scovare un altro importante elemento prebiotico: il fosforo. In passato, ne erano state osservate tracce nelle polveri della cometa di Halley, ma nessuna identificazione certa era stata possibile, nemmeno nei campioni della Stardust. Il fosforo è uno degli elementi alla base della vita: lo si trova, ad esempio, nell’adenosina trisfosfato, nei nucleotidi del DNA e dell’RNA e nelle membrane cellulari. Gli scienziati sospettano che i frammenti di fosforo osservati da ROSINA provenissero da molecole di fosfina.

Rosetta ha osservato una sorprendente varietà di gas nella chioma della cometa. Fin dal suo arrivo, i gas più presenti sono stati il vapore acqueo, il monossido di carbonio, l’anidride carbonica, l’ammoniaca, il metano e il metanolo. Poi, dopo essersi abituata alla sua nuova dimora, ROSINA ha aggiunto all’inventario della cometa cinque nuove specie: la formaldeide, l’acido solfidrico, l’acido cianidrico, il solfuro di carbonio e l’anidride solforosa. Una curiosità: questo mix di gas, seppur presenti in piccole quantità, conferisce alla cometa un odore che, come dicono gli stessi scienziati di Rosetta, non è esattamente rinfrescante – un odore a metà strada tra quello di una stalla e quello di uova andate a male, con un tocco di alcol e aceto!

Intervista a

Kathrin Altwegg

Principal Investigator

dello strumento ROSINA.

di Redazione Coelum Astronomia

Nel suo studio viene dato grande risalto all’importanza della presenza di un particolare amminoacido, la glicina. Perché è così importante? Qual è il ruolo della glicina nel processo di sviluppo della vita? Da ciò che è emerso nel suo articolo, possiamo dire che ha individuato i mattoni per la costruzione della vita?

Gli amminoacidi sappiamo che sono i mattoni da costruzione del DNA e delle cellule biologiche. Quindi possiamo dire che siano la chiave per lo sviluppo della vita, ma non sono di certo l’unico tipo di molecola davvero importante. Diverse sono le teorie che spiegano l’origine della vita e, a parte gli amminoacidi, è necessario che si presentino molecole formate da lunghe catene di atomi di carbonio e altre molecole complesse formate da composti di ossigeno. Tutto questo lo abbiamo trovato anche nella cometa, con in più la presenza di fosforo che risulta essenziale per lo sviluppo di sistemi biologici. Quindi si, possiamo dire che l’insieme di tutte le molecole che abbiamo individuato finora costituisce proprio i mattoni necessari per l’avvio della vita.

ROSETTA trova i mattoni della vita

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