Coelum Astronomia 204 - 2016 - Page 108

Le successive immagini ci permettono di vedere ancora la pianura ghiacciata, che abbiamo appena sorvolato, così viva nella memoria eppure già così lontana: la velocità con cui New Horizons sorvola il pianeta nano è infatti di diverse decine di migliaia di chilometri l'ora!

Possiamo ora osservare Plutone in controluce, con la luce del Sole che lo illumina filtrando attraverso i complessi strati di foschia della sua atmosfera, rivelando nuovi segreti. Vediamo ancora la pianura Sputnik Planum e le Norgay Montes appena sorvolate ma al di là della loro bellezza, immagini di questo tipo hanno anche una grande valenza scientifica. La prospettiva di osservazione adottata, assolutamente non casuale ma frutto di una attenta pianificazione, permette infatti di rivelare nuovi dettagli sia della superficie sia dell'atmosfera. L'attenzione di scienziati e studiosi viene catturata da un intrigante filamento luminoso (vicino al centro) lungo numerosi chilometri. L’illuminazione radente del Sole permette di mettere in evidenza quelle che sembrano a tutti gli effetti delle nubi a bassa quota, le uniche finora osservate su Plutone. La scena riprodotta dall'immagine è di 230 chilometri di larghezza.

È la prima volta che in un comunicato NASA si parla esplicitamente di nubi, ma l’ipotesi aleggia in realtà già da tempo.

John Spencer del Southwest Research Institute di Boulder, Colorado, in alcune email scambiate con i colleghi, aveva parlato esplicitamente di nubi su Plutone già a partire da marzo, a dimostrazione che l'incertezza era ormai dissipata.

Spencer non si è mai sbilanciato sulla composizione di queste nubi, anche se è lecito pensare che si tratti di concentrazioni di altri elementi di cui è composta l’atmosfera. I modelli atmosferici suggeriscono che si possa trattare di nubi di metano.

Con molta probabilità altre immagini riporteranno le evidenze della presenza di nubi nell'atmosfera di Plutone: ricordiamo ancora una volta che il database della New Horizons non è giunto per intero sulla Terra e la trasmissione dei dati continuerà fino a fine anno.

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Segnali da una civiltà extraterrestre?

All’inizio del mese di settembre numerosissime fonti d'informazione di tutto il mondo hanno riportato, con termini spesso esagerati e talvolta assurdi, la notizia diffusa dal sito centauri-dreams.org del rilevamento da parte di un team russo di un potente segnale radio proveniente da una stella posta a un centinaio di anni luce di distanza da noi. Si tratta davvero del tanto atteso segnale che testimonia la presenza di una civiltà extraterrestre intelligente?

Poichè, purtroppo, internet si è dimostrata molto spesso cassa di risonanza di informazioni errate, imprecise o di vere e proprie "bufale" (nella cui rete sono talvolta cadute anche prestigiose testate giornalistiche), risulta indispensabile fare delle precisazioni e chiarire la situazione per capire come stanno realmente le cose.

Gli autori stessi della scoperta, guidati da Nikolai Bursov della Russian Academy of Sciences’ Special Astrophysical Observatory, hanno semplicemente dichiarato che «è necessario il monitoraggio permanente di questo obiettivo», chiarendo la natura di “candidato” del segnale e la necessità di ulteriori indagini.

A venirci in aiuto, però è il comunicato firmato da Seth Shostak, astronomo senior del SETI Institute (Search for Extra-Terrestrial Intelligence, Ricerca di Intelligenza Extraterrestre) istituto che dal 1974 si dedica alla ricerca di segnali intelligenti di origine extraterrestre, conducendo campagne sottoposte a protocolli rigorosamente scientifici.

Tornando al "candidate signal", la presunta scoperta è opera di un gruppo di astronomi russi, che avrebbero rilevato il segnale grazie al radiotelescopio RATAN-600 posto in Zelenchukskaya, alle pendici settentrionali della Catena del Caucaso. Il sistema solare origine del segnale è HD 164595, nella costellazione di Ercole, che dista da noi 94 anni luce ed è diventato, tutto d'un tratto, il probabile candidato a ospitare esseri extraterresti intelligenti.

di Seth Shostak e Redazione Coelum Astronomia

Russia: ricevuto un forte segnale radio di natura extraterrestre. L’origine sembrerebbe essere un sistema planetario con una stella simile al nostro Sole.

Ma sono proprio questi i termini della scoperta? Siamo davvero in presenza di un segnale di una civiltà aliena intelligente?

Facciamo un po’ di chiarezza con l’aiuto di chi da anni lavora al progetto SETI.