Coelum Astronomia 203 - 2016 - Page 97

sono più favoriti per due motivi: non avendo ostacoli naturali, come le montagne di 3000 m che possono arrivare a coprire anche 5 o 10 gradi di visibilità, ed essendo a una latitudine inferiore rispetto a chi vive nell’Italia settentrionale, possono godere di una vista del nucleo galattico più alta e più estesa.

In ogni caso, questo aspetto facilita notevolmente la ripresa della Via Lattea assieme a un soggetto terrestre, cosa che non accadrebbe se fosse allo zenit. Quindi possiamo dire che non tutto il male vien per nuocere...

Per riuscire a riprendere nel modo più soddisfacente il nostro soggetto astronomico, abbiamo necessariamente bisogno di rispettare alcuni parametri:

- dovremo raggiungere un luogo pressoché privo di inquinamento luminoso;

- effettuare le riprese in serate senza Luna;

- attendere due ore dopo il tramonto del Sole e scattare fino a due ore prima dell’alba.

In questo modo otterremo dei risultati soddisfacenti e il nucleo della Via Lattea si imprimerà sul sensore della nostra reflex in tutto il suo splendore.

L’attrezzatura minima di cui disporre per questo tipo di fotografia è costituita da una reflex che consenta scatti con tempi di esposizione di almeno 30 secondi e la cui elettronica sopporti bene gli alti valori di sensibilità ISO richiesti. Servirà poi un obiettivo grandangolare che arrivi a una lunghezza focale di almeno 18 mm, un treppiede stabile e un telecomando per lo scatto in remoto.

Per la buona riuscita di queste riprese, come dicevamo, è necessario recarsi in un luogo in cui il cielo sia molto pulito, trasparente e privo di inquinamento luminoso, cosa che si può trovare allontanandosi dai centri cittadini, spostandosi in aperta campagna oppure su delle alture.

Nel mio caso la zona migliore per riprendere la nostra galassia è l’altopiano di Casera Razzo: si trova a pochi chilometri da casa mia, nel comune di Vigo di Cadore. Questo luogo può vantare uno dei cieli più bui di tutto il triveneto, essendo sufficientemente distante dai paesi del centro Cadore, di per sé già poco inquinati. Inoltre l’altopiano è orientato verso la regione del Friuli Venezia

Sotto. Il giorno 28 i due pianeti erano a una distanza di 1,3 gradi.

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Il cielo stellato delle Dolomiti