Coelum Astronomia 203 - 2016 - Page 80

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Coelum Astronomia

È vero, le attuali tecnologie non ci permettono ancora di camminare tra le stelle. Ma possono offrirci qualcos’altro, una realizzazione virtuale delle nostre fantasie: è il caso di Space Engine, simulatore spaziale d’eccellenza creato dal programmatore e astronomo russo Vladimir Romanyuk che, primo nel suo genere, cerca di dare una risposta alle domande più audaci di noi sognatori. Tra cieli alieni e galassie sconosciute, il concetto alla base di Space Engine è semplice e intrigante: ci siamo noi, un’astronave e un universo tridimensionale tutto da esplorare. Il programma si ispira al rigore di software astronomici come Celestia e Stellarium, con una Via Lattea interamente ricostruita a partire da dati reali, ma a differenza di questi ultimi offre ben più di un semplice tour didattico: Space Engine ci permette infatti di raggiungere ogni singola stella del firmamento e di atterrare sui suoi pianeti e sulle loro lune, esplorandoli in tempo reale. Le caratteristiche morfologiche dei pianeti terrestri sono generate con un algoritmo procedurale: tutto è ricostruito nei minimi dettagli sulla base di dati e cataloghi astronomici, a partire dalle orbite fino ad arrivare alle dinamiche atmosferiche. E allora nello spazio di pochi click eccoci su Europa, con il gigante Giove che sorge all’orizzonte; oppure in orbita intorno a Saturno, con la luce del Sole che filtra timidamente tra gli asteroidi ghiacciati che formano i suoi anelli; o ancora in volo tra i canyon di Kepler-186 f, alla ricerca di acqua e di vita.

Ciò che distingue Space Engine da altri simulatori è proprio la resa dei pianeti, delle loro atmosfere e dei loro colori, che spesso si traduce in panorami da mozzare il fiato. Come già accennato, la generazione dei dettagli di ciascun pianeta avviene in modo procedurale: all’inizio scorgiamo solamente l’atmosfera, con illuminazione e colori che variano in tempo reale a seconda della posizione del pianeta rispetto al suo sole; poi, mano a mano che ci avviciniamo, iniziano a delinearsi anche le caratteristiche della superficie che diventano via via sempre più definite, finché una volta atterrati possiamo ammirare in prima persona tutti i dettagli che avevamo intravisto dalla distanza. A questo punto abbiamo la possibilità di muoverci liberamente sulla superficie per studiarne le caratteristiche, oppure, se lo vogliamo, fermarci a osservare il movimento delle nubi, dei satelliti e del sole, con eclissi totali