Coelum Astronomia 203 - 2016 - Page 76

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Coelum Astronomia

La presenza o meno di questo denso strato di idrogeno, oltre a determinare le caratteristiche osservate della supernova superluminosa, fornisce informazioni molto preziose sull’evoluzione della stella progenitrice prima dell’esplosione e quindi sulla sua natura.

Quale sarà dunque il “motore” centrale delle supernovae superluminose? È possibile che vi sia un unico meccanismo di esplosione comune a tutte? I progenitori sono diversi da quelli delle supernovae più comuni? A queste domande dovrà rispondere la ricerca in corso.

Il follow-up di una SN

L’origine delle supernovae superluminose è dunque ancora tutta da comprendere e ogni nuova supernova appartenente a questa classe diventa una fonte unica e rara di informazioni cruciali per testare gli scenari di esplosione teorizzati dagli attuali modelli di evoluzione stellare.

Ricordiamo che le supernovae sono un “fenomeno transiente”, un qualcosa cioè che è destinato a scomparire nel cielo dopo un certo periodo di tempo (tipicamente è osservabile fra uno e due anni) ma anche a mutare le proprie caratteristiche spettrofotometriche giorno dopo giorno. Risulta quindi fondamentale riuscire ad avere accesso a più telescopi per avere una campagna osservativa, detta follow-up, la più completa e dettagliata possibile, dove il tipo di supernova e la velocità con cui tali caratteristiche cambiano, dettano la frequenza necessaria delle osservazioni per ottenere un buono studio.

Per questo motivo nascono grandi collaborazioni, spesso internazionali: i progetti per lo studio delle supernovae coinvolgono tipicamente team composti da numerosi esperti, creando così una

Sopra. Due dei telescopi da 14 centimetri di diametro che compongono la rete All Sky Automated Survey for SuperNovae (ASAS-SN) grazie al quale è stata scoperta ASASSN-15lh. Crediti: Wayne Rosing