Coelum Astronomia 203 - 2016 - Page 66

I movimenti del “Leviatano” erano anzi molto limitati anche nel piano altazimutale, e in pratica il grande riflettore poteva inseguire un oggetto solo per pochi minuti durante il suo passaggio in meridiano, da cui poteva scostarsi solo per pochi gradi. La stessa potenza dello strumento rendeva di fatto impossibile eseguire un disegno accurato di un oggetto grande e luminoso in una sola seduta.

Una testimonianza dell’astronomo irlandese Robert Ball (1840-1913, uno degli assistenti di Rosse) rende bene l’idea di come si lavorava a Parsonstown e di quanto fosse utile abbinare l’osservazione con un telescopio più piccolo. Una volta identificato l’oggetto che si intendeva osservare, il “Mostro” veniva allineato in meridiano alla giusta altezza con l’aiuto di alcuni assistenti:

L’osservatore, in piedi all’oculare, attende il momento giusto, e l’oggetto compare nel campo visivo. Lo osserva attentamente per accertarsi se il grande telescopio riveli qualcosa che non è stato scoperto con strumenti di capacità inferiore. Si esegue quindi un rapido schizzo per registrare le caratteristiche distintive dell’oggetto con la maggior cura possibile.

Una volta completata l’osservazione, il telescopio viene riportato in meridiano per la prossima meraviglia celeste.

In quei frangenti, disegnare in fretta diventava quindi una necessità ineludibile, tanto che l’osservatore era costretto a soffermarsi sugli “elementi distintivi” e a tralasciare i dettagli più minuti, così che nel caso di nebulose ricchissime di particolari come M51 e M42 si doveva disegnare a più riprese per parecchie notti di seguito.

Tutto ciò, più la necessità di controllare e rivedere le immagini, di armonizzare i disegni e le osservazioni di operatori diversi in notti diverse, nonché il pessimo clima di cui godeva e gode (si fa per dire) l’Irlanda, rendevano tutta la procedura molto complicata e noiosa.

Pur difendendo la validità delle osservazioni proprie e degli assistenti, lo stesso Rosse riconosceva nei suoi scritti i problemi insiti nel metodo:

Mentre disegniamo, impieghiamo per forza di cose quanta meno luce possibile… specialmente quando gli oggetti o i loro dettagli sono al limite della percezione. Per vedere il disegno nel corso della sua esecuzione è spesso necessario rimarcare eccessivamente i tratti; questo non sarebbe un grosso problema se l’eccesso di

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Coelum Astronomia

Il Leviatano di Parsonstown

di Luigi Prestinenza

C’era una volta un lord, che abitava nella verde Irlanda e che sognava le stelle, anzi quei deboli fiocchi luminosi che affiorano in mezzo alle stelle e che nemmeno William Herschel, che condusse l’esplorazione dell’Universo con mezzi otticamente sempre più potenti, fu in grado di svelare.

William Parsons, così si chiamava il lord sognatore, nel 1841 ereditò il titolo del padre diventando il terzo conte di Rosse e soprattutto la vasta proprietà attorno a Birr, vicina al villaggio di Parsonstown, nell’Irlanda centrale, di cui era il signore. Adesso poteva veramente realizzare i suoi sogni, ai quali s’era preparato con seri studi a Dublino e a Oxford, conseguendo la laurea in Matematica.

William Parsons non aveva seguito una regolare carriera accademica ma aveva i mezzi per far molto: costruire dei grandi specchi parabolici, con cui armare dei telescopi di luminosità inusitata.

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