Coelum Astronomia 203 - 2016 - Page 65

La fusione e lavorazione dello specchio da 1,80 metri di diametro – montato a Parsonstown nelle proprietà irlandesi del nobiluomo britannico – fu di per sé un notevole trionfo ingegneristico, ripagato dalla scoperta, dopo solo un paio di mesi di operazioni, della struttura a spirale di M51, una “nebula” che i disegni nel catalogo di J. Herschel mostravano invece come un semplice doppio anello; lungi dal contestare i disegni di Rosse, molto più realistici e particolareggiati dei suoi, John si disse “estasiato” dalla contemplazione dei risultati alla portata dello “splendido” telescopio del conte irlandese.

Le difficoltà osservative per ottenere disegni così belli non erano tuttavia indifferenti, e la potenza e le dimensioni stesse del “Leviatano” ponevano all’osservatore delle complicazioni fino ad allora mai sperimentate. Le procedure adottate da Lord Rosse e dai suoi assistenti comprendevano due distinte fasi:

Nella prima, si utilizzava un piccolo telescopio per stabilire la scala del disegno con precise misure; in seguito, il disegno veniva completato con il telescopio maggiore, che però non disponeva certo di una comoda montatura equatoriale…

Sotto. Il disegno di M51 realizzato nel 1850 da Lord Rosse, uno dei primi in assoluto in cui fu evidenziata la struttura a spirale di una “nebulosa”, come al tempo venivano chiamate anche le galassie. In realtà questa è solo una stampa realizzata con il metodo della puntinatura, ricavata dal disegno originale dal tratto più sfumato.

Nella lunga procedura che portava dall’osservazione visuale all’esecuzione del disegno si doveva infatti tenere conto anche dell’incognita del passaggio dal disegno all’incisione e alla stampa, processo in cui ogni fase costituiva un anello di una catena che poteva alterare il risultato finale rispetto a quello voluto. Il problema non riguardava solo la diffusione delle immagini all’interno della comunità scientifica, ma anche quella della loro divulgazione tra il grande pubblico, che ne era comprensibilmente avido. Nell’immaginario romantico dell’epoca, infatti, i panorami siderali ritratti dagli astronomi-artisti di Parsonstown “sublimi nella loro vastità” erano destinati a provocare profonda sensazione.

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