Coelum Astronomia 203 - 2016 - Page 64

Le Prime Spirali

del Cielo

di Ivano Dal Prete

64

Coelum Astronomia

Il periodo d’oro dell’osservazione visuale in astronomia viene di solito identificato con la “scoperta” dei canali di Marte, ma in realtà anche nei decenni precedenti si giocò una sfida osservativa decisamente avvincente: quella tra chi sarebbe riuscito per primo a definire la forma e la natura delle evanescenti nebulose che in quegli anni si stavano rivelando solo ai pochi possessori di grandi telescopi a specchio.

Una sfida che, in attesa dello sviluppo della tecnica fotografica, fu combattuta a colpi di splendidi disegni tracciati a più riprese in lunghe notti passate all’oculare.

Il deciso incremento nel “potere di penetrare nello spazio” permesso dai telescopi riflettori di William Herschel (1738-1822) si tradusse alla fine del Settecento in un crescente aumento d’interesse verso quelle che noi conosciamo come “galassie” e che al tempo venivano ancora definite “nebulose”; oggetti che l’astronomo anglo-tedesco aveva già ipotizzato dovessero essere costituiti di materia intrinsecamente luminosa, piuttosto che riflettente.

La ricerca in questo campo fu poi portata avanti dal figlio John (1792-1871) che, oltre a riosservare gli oggetti paterni, ampliò notevolmente il bestiario celeste degli Herschel grazie alla sua mappatura delle nebulose australi condotta in Sud Africa.

John Herschel fu anche un disegnatore meticoloso, che si appoggiava a misure quantitative nella speranza che fosse possibile determinare cambiamenti nella forma, posizione o direzione dell’asse principale di ciascun oggetto.

Questo tipo di osservazioni rimase un monopolio quasi esclusivo degli Herschel almeno fino al 1845, quando entrò in funzione il famoso “Leviatano” di William Parsons (1800-1867), terzo conte di Rosse (vedi Coelum n. 142).

Sotto. La galassia M51 ritratta nel 1833 da John Herschel in quello che è da ritenere il più antico disegno della “Whirpool”. Il figlio di William lo realizzò utilizzando un riflettore da 18" di diametro e 6 metri di focale.

Come si può vedere, l’astronomo inglese non riuscì a percepire la struttura a spirale, che venne riconosciuta solo nel 1845 da Rosse con il ben più grande riflettore da 1,8 metri.

L’appellativo “Whirpool” per M51 fu usato per la prima volta dall’astronomo americano John Martin Schaeberle in un articolo pubblicato nel 1903 sull’Astronomical Journal.