Coelum Astronomia 203 - 2016 - Page 49

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più stelle di sequenza principale di classe M e nane bianche, per le quali il rapporto è, al contrario, ampiamente sbilanciato a favore della massa. (A titolo di esempio, una nana rossa di classe M4V ha in media il 20% della massa del Sole, ma emette solo lo 0,55% della luminosità solare. Una popolazione stellare costituita tutta da stelle di questo tipo avrebbe dunque un rapporto massa/luminosità pari a circa 36:1).

Tuttavia, l’entità del rapporto massa/luminosità calcolato per IC 1101 è talmente sbilanciato a favore della massa da non poter essere associato ad alcun tipo plausibile di popolazione stellare. In un raggio di 20 kiloparsec dal centro il rapporto è approssimativamente pari a 12 masse solari per una singola luminosità solare osservata. A mano a mano che ci si allontana dal centro di IC 1101 il rapporto cresce rapidamente fino a superare le 100 masse solari per singola luminosità solare oltre i 200 kiloparsec e le migliaia di masse solari per distanze superiori al megaparsec. Una simile quantità di materia, non osservabile né attribuibile a una qualsiasi popolazione stellare, obbliga gli astronomi a colmare il vuoto con l’enigmatico concetto di materia oscura: una materia che mostra i suoi effetti unicamente attraverso la gravità, ma non interagisce in alcun modo con la normale materia barionica.

Sotto. Questa immagine è costituita da una ripresa in visibile e a raggi X dell'ammasso Abell 2029 catturato dal satellite NASA Chandra. Crediti: Optical: National Optical Astronomy Observatory/Kitt Peak, X-ray: NASA/Chandra X-ray Center/IoA.