Coelum Astronomia 203 - 2016 - Page 43

0.00036 chilometri orari di precisione, gli scienziati sono riusciti a calcolare il momento d’inerzia di Cerere e a confermare il suo stato di equilibrio idrostatico – gli ultimi tasselli mancanti per svelare la struttura interna del pianeta nano. I dati hanno rivelato una struttura interna differenziata, ovvero divisa in strati di composizioni differenti, con un nucleo roccioso avvolto da un mantello ricco di materiali volatili. Tra i vari livelli, tuttavia, non esistono confini così ben marcati come quelli presenti all’interno della Terra. La densità interna è minore di quella della Luna e di Vesta: sotto la sua crosta, Cerere nasconde grandi quantità di materiali leggeri, tra cui acqua ghiacciata, che si sono separati dal cuore roccioso e sono affiorati verso la superficie in un lontano passato. La divisione interna del pianeta nano suggerisce che le temperature non siano mai state abbastanza elevate da permettere la fusione dei silicati nel nucleo; inoltre, pare che i rilievi in superficie siano in grado di plasmare la conformazione del mantello a vari chilometri di profondità. Tra le montagne e le depressioni, infatti, non esistono grandi differenze nell’intensità del campo gravitazionale, come se le montagne avessero allontanato da sé la massa del sottosuolo.

Il 30 giugno 2016, Dawn ha completato la sua missione primaria, aggiudicandosi un’estensione che la terrà operativa ancora per un po’. Gli scienziati di Dawn hanno proposto alla NASA due scenari per l’estensione di missione: proseguire la ricognizione orbitale di Cerere o abbandonare il pianeta nano e dirigersi verso una terza destinazione. Appena un anno fa, con due dei quattro giroscopi di Dawn fuori uso e le riserve di idrazina in rapido esaurimento, anche solo completare la missione primaria pareva un’impresa ai limiti dell’impossibile. Invece, il campo gravitazionale di Cerere si è rivelato ben più clemente di quanto temuto, permettendo a Dawn di consumare molta meno idrazina del previsto. Da qui, l’insperata possibilità di far visitare alla sonda una terza meta. Gli scienziati hanno valutato più di 68 mila oggetti tra cui selezionare la terza destinazione di Dawn; alla fine, la scelta è ricaduta sull’asteroide Adeona. Dopo un’attenta valutazione, tuttavia, la NASA ha selezionato il primo scenario, ovvero quello di parcheggiare per sempre Dawn in orbita attorno a Cerere, e continuare a svelare i segreti del pianeta nano finché possibile. La missione verso Adeona, dunque, non è andata in porto. Il fatto che gli scienziati di Dawn avessero valutato seriamente, anche solo per qualche settimana, di poter dirigere la sonda verso un terzo oggetto celeste, dopo essere già stata la prima nella storia dell’umanità a visitarne due diversi, è la prova inconfutabile della straordinaria versatilità di questa missione. L’eredità scientifica di Dawn è destinata a rappresentare una delle più emozionanti pagine nella storia delle spedizioni spaziali; la sua missione è la diretta testimonianza di come l’esplorazione di territori e mondi ignoti, la perenne ricerca di nuovi orizzonti e l’intrinseca, innata curiosità dell’uomo ci portino a spingere le frontiere del possibile sempre più in là.

La missione di Dawn è, in un certo senso, un tributo all’ingegno e alla natura della nostra specie.

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Sopra. Immagine artistica di come potrebbe essere strutturato l'interno di Cerere sulla base dei dati del campo gravitazionale del pianeta nano. Credit: NASA/JPL-Caltech/UCLA/MPS/DLR/IDA

Missione Compiuta!