Coelum Astronomia 203 - 2016 - Page 41

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Acqua su Cerere?

Grandi sorprese sono arrivate anche da altre regioni di Cerere. All’interno del piccolo cratere Oxo, largo appena 10 chilometri, lo strumento VIR ha portato alla luce una grande quantità di acqua, forse chimicamente legata ai minerali del terreno, oppure presente in forma di ghiaccio. Questa riserva potrebbe essere stata esposta da un impatto o da uno smottamento. Quella all’interno di Oxo rimane oggi l’unica riserva di acqua rilevata direttamente da Dawn su Cerere.

Lungo tutta la superficie del pianeta nano, VIR ha riscontrato un’abbondanza di fillosilicati ammoniati, ovvero argille ricche di ammoniaca. Di per sé, l’ammoniaca sarebbe instabile sulla superficie di Cerere, a causa delle temperature troppo elevate; gli scienziati quindi ritengono che

sia intrappolata all’interno di altri minerali. La sua

presenza introduce la possibilità che Cerere si sia formato nel sistema solare esterno, dove i ghiacci di ammoniaca e azoto risultano stabili, e che abbia successivamente intrapreso una rapida migrazione verso la sua posizione attuale tra le orbite di Marte e Giove, forse in seguito a una serie di interazioni gravitazionali con i giganti gassosi. Un’altra possibilità è che Cerere si sia formato in prossimità della sua orbita attuale, ma che abbia in qualche modo incorporato materiali provenienti dall’orbita di Nettuno.

Osservando le regioni equatoriali di Cerere, Dawn ha registrato ampie escursioni termiche. Le temperature variano seguendo un ciclo giornaliero che va da un minimo di -93 a un massimo di -33 gradi centigradi.

Sotto. Ai poli di Cerere, gli scienziati hanno trovato crateri permanentemente in ombra (rappresentati dai punti blu). Tali crateri sono stati chiamati "trappole fredde" quando rimangono al di sotto di -141°C.

Crediti: NASA/JPL-Caltech/UCLA/MPS/DLR/IDA.