Coelum Astronomia 203 - 2016 - Page 40

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Coelum Astronomia

Sopra. Una rappresentazione del cratere Occator in falsi colori che evidenziano la composizione della superficie. Gli scienziati usano questo tipo di rappresentazione per esaminare le differenze nella composizione dei materiali della superficie. Il cratere Occator è largo circa 90 chilometri. Crediti: NASA/JPL-Caltech/UCLA/MPS/DLR/IDA.

particolare, è presente in concentrazioni elevatissime – le più alte mai osservate all’infuori della Terra. Qui sul nostro pianeta, questo sale è presente in corrispondenza di ambienti idrotermali. Gli scienziati ritengono che sia stato sollevato dall’interno di Cerere, alimentando le speranze che bacini di acqua liquida possano essere esistiti al di sotto della superficie in tempi geologicamente recenti.

Il sale potrebbe anche essere stato esposto dall’impatto che, circa 78 milioni di anni fa, formò il cratere Occator. L’impatto avrebbe portato alla luce un antico deposito di acqua salata, in precedenza nascosto sotto la superficie. Di lì a poco, l’acqua sublimò, perdendosi per sempre nello spazio profondo, ma lasciando sul suolo quei sali che un tempo erano dispersi al suo interno.

Ad aprile 2015, la Framing Camera – l’occhio robotico di Dawn – ha osservato un debole strato di foschia sospeso appena al di sopra delle macchie bianche al centro di Occator. Le immagini documentano l’esistenza di un ciclo giornaliero che regola la comparsa della foschia. Essa, infatti, fa la sua prima apparizione poco dopo l’alba, con l’inizio della sublimazione dei ghiacci in superficie, e raggiunge la sua massima visibilità a mezzogiorno ora locale, per poi scomparire al tramonto. La foschia corrisponde geograficamente alla nube di vapore acqueo osservata dal telescopio spaziale Herschel prima dell’arrivo di Dawn; gli scienziati ritengono dunque che la foschia sia formata da particelle di acqua ghiacciata e polveri.