Coelum Astronomia 203 - 2016 - Page 35

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quasi distrusse Vesta. Grazie a questa popolazione di meteoriti, oggi sulla superficie terrestre vi è più materiale di Vesta che materiale lunare, anche contando i campioni riportati indietro nel corso delle missioni Apollo.

A destra. L'immagine rappresenta ed evidenzia con diversi colori la natura dei minerali di cui è costituita la superficie di Vesta.

Crediti: NASA/JPL-Caltech/UCLA/MPS/DLR/IDA/PSI

Dopo essersi lasciata Vesta alle spalle, Dawn ha intrapreso un viaggio di due anni e mezzo attraverso il sistema solare interno per raggiungere la sua seconda meta celeste. Mai nessuna sonda aveva orbitato attorno a due diversi corpi del Sistema Solare, esclusi la Terra e il Sole. A rendere possibile questa straordinaria impresa è stato l’innovativo sistema di propulsione a ioni che alimenta Dawn. I tre motori della sonda sono dotati di 15 mila fori attraverso cui ioni di xeno vengono accelerati e sparati a velocità di 145 mila chilometri orari. Il risultato è una delicata spinta in avanti, paragonabile in intensità al peso di un foglio di carta appoggiato su una mano. Alla massima accelerazione disponibile, Dawn impiegherebbe quattro giorni per andare da zero a 100 chilometri orari. Questa apparente lentezza è il costo della straordinaria efficienza della tecnologia di propulsione ionica: a motori accesi, un litro di carburante può spingere Dawn per quasi quattro giorni.

Sotto. Rappresentazione artistica che mostra il motore di Dawn con la tipica scia azzurra di ioni.

Crediti: NASA/JPL