Coelum Astronomia 203 - 2016 - Page 147

costellazione dei Pesci. Per Simone Leonini è questa la sua scoperta numero 17 confermandosi fra i primi dieci scopritori italiani amatoriali di supernovae di tutti i tempi. Al momento della scoperta l’oggetto era stato erroneamente sovrastimato a mag.+16,5 quando in realtà la sua luminosità era di almeno una magnitudine più debole, come confermato la notte seguente dall’Osservatorio di Asiago, che in tempo di record ha ottenuto lo spettro di conferma con il telescopio Copernico di 1,82 metri. Si tratta di una supernova di tipo II scoperta circa due settimane dopo l’esplosione con i gas eiettati che viaggiano ad una velocità di circa 11000 Km/s. Grazie a questo spettro di conferma alla supernova è stata assegnata la sigla definitiva SN2016eob. La galassia ospite UGC5 aveva già ospitato in passato altre due supernovae scoperte entrambe dal programma professionale denominato LOSS (Lick Observatory Supernova Search): la SN2000da di tipo II e la SN2003lq di tipo Ia.

Concludiamo questa edizione della rubrica con un’ultima scoperta italiana messa a segno la notte dell’11 agosto dal veterano Giancarlo Cortini dell’osservatorio di Monte Maggiore a Predappio (FC) che con questo successo raggiunge quota 25 scoperte. Giancarlo, che agli inizi degli anni ‘90 insieme all’amico Mirko Villi è stato fra i precursori della ricerca amatoriale italiana di supernovae, mancava all’appello da oltre due anni, a dimostrazione di come non sia facile riuscire ad ottenere una scoperta a causa l’enorme concorrenza dei programmi professionali di ricerca supernovae. L’oggetto che al momento della scoperta appariva di mag.+17,5 è stato individuato nella piccola galassia IC4526 posta nella costellazione del Bootes a circa 640 milioni di anni luce e situata vicinissimo alla più appariscente galassia a spirale NGC582. In realtà questa vicinanza è solo prospettica infatti NGC5829 è posta molto più vicino a noi, a circa 150 milioni di anni luce. Nei giorni seguenti la scoperta il transiente è leggermente aumentato di luminosità. Poiché IC4526 ha un modulo di distanza di circa 36,5 ci sono grosse probabilità di essere di fronte ad una supernova di tipo Ia, applicando la solita formula 36,5-19=17,5 che corrisponde alla magnitudine di scoperta.

Nella notte tra il 13 e 14 agosto ancora una volta gli americani del Lick Observatory hanno ottenuto lo spettro confermando che si tratta di una supernova di tipo Ia scoperta intorno al massimo di luminosità. Alla supernova è stata assegnata la sigla SN2016ews.

Consigliamo di osservare questa supernova nella prima parte della notte, per non avere la galassia troppo bassa sull’orizzonte Ovest.

Sopra. SN2016eob - Immagine realizzata da Paolo Campaner con un riflettore da 400mm F.5,5.

Sotto. SN2016ews - Immagine realizzata da Giancarlo Cortini con un Celestron 14.

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