Coelum Astronomia 203 - 2016 - Page 139

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Fatto del tutto casuale, entrambe le stelle appartengono a categorie spettrali simili (G3 per α1 Cap, G8 per α2 Cap) ma relativamente rare: α2 Cap è infatti una gigante gialla 43 volte più luminosa del Sole e dal raggio 8 volte maggiore mentre α1 Cap è una supergigante gialla, con massa e luminosità rispettivamente 5,3 e 1000 volte i corrispettivi solari e dal raggio 40 volte più grande. Il fatto che α1 Cap appaia più debole della compagna è dovuto solo alla maggiore distanza, valutata in ben 690 anni luce contro i 109 anni luce di α2 Cap.

Una doppia in separazione

Sembra che ai tempi di Ipparco (II secolo a.C.), le due stelle del sistema di Algedi fossero separate da 4' mentre il Bayer, nel XVII secolo, le descrisse sufficientemente distanti da essere facilmente separate ad occhio nudo. Le misure effettuate nel 1880 ne incrementarono ancora la separazione tanto da riuscire a determinare che questa è in costante aumento, di circa 7" d’arco per secolo.

Dabih

β Cap, situata subito a sud di Algedi, veniva definita Al Sa’d al-dhābiḥ (“la fortunata tra i macellai”), visione alquanto macabra dettata dalla relazione tra questa coppia e la vicina ν Cap, di cui parleremo tra poco. Lontana 328 anni luce, Dabih viene già risolta in una bella doppia visuale con un semplice binocolo, la cui componente più luminosa – chiamata Dabih Major (β1 Cap) – è di magnitudine +3,1 mentre la più debole, Dabih Minor (β2 Cap), splende di magnitudine +6,1. Questi due astri sono separati da 3,5', valore che nel reale ammonta a 21 mila unità astronomiche che implica un periodo tra 700 mila e 1 milione di anni per completare un’orbita! Per la sua posizione prossima all’eclittica, Dabih è talvolta soggetta a occultazioni da parte della Luna e

proprio tali eventi hanno permesso di individuare la presenza di componenti secondarie che hanno portato a rilevare la presenza di ben 6 stelle in questo sistema stellare.

Qualora le condizioni di trasparenza e oscurità del cielo lo permettano, ad occhio nudo è facile reperire a nord di Dabih, e subito a oriente di Algedi, la stella che individuava il capretto (in arabo, Al-Shat) pronto a essere sacrificato dai due vicini “macellai” (α e β Cap); proprio dal quel termine deriva il nome proprio di ν Cap, Alshat. Si tratta di un’altra nana di sequenza principale, azzurra, che dalla distanza di 272 anni luce splende di magnitudine +4,8, con massa e luminosità pari a 2,8 e 80 volte quelle del Sole.