Coelum Astronomia 203 - 2016 - Page 137

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quando Samash (il Sole), dopo aver raggiunto il punto più basso lungo il suo percorso annuale, iniziava a risalire lungo lo zodiaco proprio come le capre tendono per abitudine ad arrampicarsi lungo pendenze di un certo rilievo, era il giorno del solstizio invernale. Ecco quindi che la cultura babilonese vide in quelle stelle proprio la figura di un caprone ma con la coda di pesce, un essere la cui natura ibrida viene chiaramente spiegata col fatto che la risalita di Samash nel cielo coincideva anche con l’arrivo della stagione delle piogge, di estrema importanza nell’arida terra mesopotamica: questa è l’origine della costellazione del Capricorno.

Sopra. Una stele babilonese riguardante eventi astronomici (circa 164 a.C.): Crediti: Linguica.

Nel Mito

La mitologia greca tramanda un episodio in cui il dio Pan, caratteristico per la sua natura ibrida con l’addome e le zampe di capra, si tuffò in acqua per sfuggire al mostro Tifone che stava dando la caccia agli dei. Volendosi trasformare in un pesce, vi riuscì purtroppo solo in parte, forse per l’agitazione! Nel frattempo, Tifone aveva avuto la meglio su Zeus, che era stato ferito seriamente.

Fortunatamente Pan riuscì a curarlo in brevissimo tempo, cosa che permise a Zeus di vendicarsi su Tifone. Il padre degli dei volle quindi ringraziare Pan ponendolo eternamente tra le stelle proprio con la sua strana forma metà pesce e metà caprone, nella costellazione che divenne il Capricorno.

Struttura e Visibilità

La costellazione del Capricorno si rende visibile di prima sera in estate subito dopo il transito al meridiano del Sagittario, culminando a mezzanotte nel mese di settembre. Estesa per 414° quadrati, essa è la più piccola tra le costellazioni dello zodiaco nonché una delle più deboli, presentando solo 17 stelle al di sotto della quinta grandezza. A differenza delle ancor più deboli costellazioni dei Pesci e del Cancro, le stelle del Capricorno sono disposte relativamente vicine tra loro, particolarità questa che ne facilita l’individuazione sotto cieli bui. Al transito al

meridiano la costellazione del Capricorno attrae subito l’attenzione dell’osservatore per la deliziosa configurazione delle sue stelle, disposte lungo tre file a formare una sorta di triangolo rovesciato quasi simmetrico, con il vertice meridionale segnato dalla debole ω Cap (che ne segna il ventre) e dai due vertici settentrionali entrambi occupati da due coppie di stelle che sono anche le più luminose dell’intera costellazione, α e β Cap a occidente (che delineano le corna caprine) e γ e δ Cap a oriente (che delineano la coda di pesce).