Coelum Astronomia 203 - 2016 - Page 123

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provengono dalla sonda Voyager, dal Telescopio Spaziale Hubble e dai più grandi telescopi del mondo assistiti da ottica adattiva. Ma allora è possibile per un appassionato riuscire a catturare qualche dettaglio del lontano pianeta? Il più delle volte, il risultato di lunghe ore di lavoro è costituito da un semplice puntolino blu (che comunque dà una certa soddisfazione!), ma con qualche accorgimento sarà possibile, forse, ottenere qualcosa di più.

Prima di tutto è necessario posizionarsi sotto un cielo trasparente e in assenza di turbolenza atmosferica. Per quanto riguarda la strumentazione, consigliamo l’uso di telescopi con apertura generosa, di almeno 350 mm, e per la ripresa è sicuramente meglio utilizzare camere planetarie specifiche con dinamica da 12 bit (o migliore).

Alcune raccomandazioni

Lavorate alla focale ideale per sfruttare tutto il potere risolutivo dello strumento: non vi è alcun motivo per aumentare la focale e forzare gli ingrandimenti. Il risultato ne soffrirebbe a causa dell’ulteriore caduta di luminosità, già molto bassa, del pianeta abbassando di molto la visibilità degli eventuali, tenui, dettagli.

Infine non farsi prendere dalla “febbre da frame-rate”: meglio riprendere meno frame ma con la giusta luminosità. È possibile scendere anche a soli 5 fps. La luminosità ideale dei singoli frame dovrebbe essere pari a circa i 3/4 di quella massima ammessa dal sensore di ripresa (circa 200 ADU per camere a 8 bit e 3000 per camere a 12 bit).

Buone osservazioni a tutti e caricate le vostre fotografie in PhotoCoelum!