Coelum Astronomia 203 - 2016 - Page 101

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Gli Egizi la consideravano la controparte celeste del Nilo: un fiume chiaro che attraversava il cielo notturno esattamente come il Nilo attraversava le loro terre. I Babilonesi credevano che la Via Lattea fosse la metamorfosi della coda della dea-drago Tiāmat, dopo che questa venne catturata dal dio Marduk.

Da quando Galileo, nel 1610, puntò il proprio cannocchiale verso il cielo, abbiamo acquisito la consapevolezza che quel delicato nastro d’argento che solca il cielo è costituito “solamente” da una miriade di stelle, quasi impossibili da contare, e il cui fascino non si è affievolito nel tempo, anzi, si è rafforzato sempre di più!

Oggi infatti abbiamo la fortuna di poter viaggiare, spostarci ovunque sul globo terrestre e, grazie alla tecnologia, possiamo tutti portaci a casa un pezzettino di cielo da contemplare ogni volta che ne abbiamo voglia.

Sopra. La Chiesetta del Passo Giau e la Via Lattea - Passo Giau - San Vito di Cadore (BL); Nikon D5100 e obiettivo Tokina 11-16 mm f/2,8; posa di 30 secondi, iso 1250, f/2,8.

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