Coelum Astronomia 201 - 2016 - Page 32

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Coelum Astronomia

La Missione Cassini

su Saturno

di Pietro Capuozzo

Credit: NASA/JPL

Dopo quasi 19 anni, la missione italo-americana Cassini sta per giungere al termine. A fine anno, la sonda entrerà nell’ultimo capitolo della sua gloriosa missione, dando inizio a una drammatica discesa verso le nubi di Saturno che si concluderà il 15 settembre 2017 con la distruzione della sonda.

Cassini decollò il 15 ottobre 1997, inaugurando una lunga crociera interplanetaria di quasi sette anni. Una serie di delicate fionde gravitazionali – due venusiane, una terrestre e una gioviana – hanno consentito a Cassini di diventare la prima sonda a inserirsi in orbita attorno a Saturno, il 1° luglio 2004.

Dall’alto della sua orbita, Cassini ha vigilato su Saturno virtualmente senza sosta, riuscendo pertanto a monitorare i vari cambiamenti dovuti all’alternarsi delle stagioni. Uno dei fenomeni più eclatanti risale al 2010, quando davanti ai suoi occhi robotici si è manifestata un’enorme tempesta – dieci anni in anticipo rispetto alla cadenza trentennale osservata in passato – che nel giro di pochi mesi si è espansa fino a formare una banda unica intorno all’intero pianeta, provocando massicci sbalzi termici e introducendo molecole mai viste prima nell’atmosfera del gigante gassoso.

I maestosi anelli che avvolgono il pianeta gigante non sono stati da meno, in termini di risultati scientifici inaspettati. Nel corso degli anni, gli astronomi hanno imparato a considerare gli anelli di Saturno come un complesso e dinamico laboratorio di interazioni gravitazionali – una sorta di disco protoplanetario in miniatura. Fotografando gli anelli così da vicino, Cassini ha individuato le ombre di strutture verticali mai osservate prima e documentato la nascita di una nuova luna ghiacciata. A inizio anno, gli scienziati sono riusciti a “pesare” il più opaco e luminoso degli anelli, l’anello B, riuscendo a ricostruire la distribuzione della massa al suo interno grazie alle onde di gravità. I dati indicano che, nonostante sia ben 10 volte più opaco dell’anello

REPORT

Inizia in questo numero la nuova rubrica "Report", curata da Pietro Capuozzo, pensata per tutti coloro che amano essere sempre aggiornati sulle ultime scoperte scientifiche delle principali missioni di esplorazione spaziale. Molte sono le informazioni disponibili in rete e ogni giorno c'è qualche novità. Questa rubrica si propone di riepilogare e approfondire quanto di più importante è avvenuto nell'ultimo periodo per essere sicuri di non essersi persi proprio niente!