Coelum Astronomia 198 - 2016 - Page 94

Al termine del montaggio il piccolo diavolo della Tasmania ha ovviamente voluto subito provare lo strumento, purtroppo con scarsa soddisfazione. In questo caso le istruzioni si sono rivelate essere decisamente migliorabili, in quanto le indicazioni per l’utilizzo si limitano a suggerire di impugnare lo strumento dall’elemento blu, e a scorrere avanti o indietro per la messa a fuoco. Se il concetto di scorrere è semplice, quello di messa a fuoco non è banale per un bimbo di quell’età, specie se non ha mai portato occhiali correttivi. Le spiegazioni fornite dal libricino sono ancora una volta inadatte al pubblico dei nostri scienziati più piccoli, e compresse a mio avviso in vignette troppo piccole e ricche di testo per divenire interessanti ai loro occhi.

Un vero peccato, poiché con appena una revisione semplificata del libretto sarebbe molto più semplice coinvolgere i piccoli in giochi ed esperimenti interessanti (uno spunto questo per il produttore).

Tornando allo strumento appena costruito ho chiesto alla mia giovane cavia di sbizzarrirsi colorando il corpo principale del cannocchiale, appositamente realizzato in cartone. In effetti la possibilità di personalizzare il proprio strumento, disegnandoci sopra e colorandolo, si rivela essere una buona idea per sfogare un po’ di sana creatività e per concedere al piccolo un po’ di distrazione costruttiva.

Le osservazioni possibili sono ovviamente limitate, gli ingrandimenti scarsi e il campo visivo molto contenuto. In ogni caso risulta essere usabile e funzionale, considerati soprattutto il prezzo e che l’obiettivo del gioco è di incuriosire e introdurre i concetti di ottica tramite la costruzione di un semplice strumento.

Siamo così riusciti a mettere a fuoco i libri di ricette della nonna, a qualche metro di distanza, la casa del vicino, la gru sul colle dietro casa, qualche lampione e Sirio, in qualche modo… Con grande delusione di entrambi la prova è stata fatta in fase di luna nuova, e non abbiamo potuto osservare il nostro amato satellite per disegnarne l’aspetto al cannocchiale. Esperimento questo che non mancheremo di effettuare alla prima occasione, annotando nel nostro “quadernino delle osservazioni” le impressioni e i risultati ottenuti.

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