Coelum Astronomia 198 - 2016 - Page 79

Giungo in valle una mezz’oretta prima, dove ad aspettarmi ci sono un paio di amici che mi aiuteranno nell’impresa. Per prima cosa scegliamo il posto dove posizionarci. Questa volta la Luna, sempre calante, passa un grado e mezzo più alta e dobbiamo quindi portarci più a ridosso della cima. Fa freddo, ma siamo ben coperti e soprattutto con l’adrenalina alle stelle che ci protegge dai rigori del gelo più del vestiario.

È uno scatto veramente comodo se confrontato ad altri che ho dovuto guadagnarmi con scarpinate lunghissime a piedi. Fondere insieme cielo e montagne (come forse i lettori ricordano ) è infatti una delle mie più grandi passioni. Stavolta scelgo di usare solo la fotocamera con un obbiettivo da 70/300 mm. La monto su un cavalletto fotografico leggerissimo e spingo al massimo lo zoom. Ciò mi permette di essere più libero nei movimenti nel caso servisse cambiare posizione all’ultimo istante.

Man mano che la Luna si avvicina al “Cuore” la tensione aumenta. Un po’ più avanti, no, più indietro… La scelta del posto giusto diviene incerta e affannosa. Il passaggio durerà un paio di minuti, forse meno.

Ed ecco finalmente l’istante tanto atteso.

La parte inferiore della Luna scompare dietro la montagna. D’un tratto, sullo schermino della reflex, un bagliore… è l’ingresso del “Cuore” sul disco lunare. La figura si materializza man mano, fino a stagliarsi evidente.

Che incredibile spettacolo!

In alto a destra, vicini al terminatore, spiccano i crateri Hercules e Atlas. Gli scatti si susseguono uno dopo l’altro, densi di emozione, immortalando una sequenza da lasciare senza fiato, ed ecco che dopo quei lunghissimi ma sfuggenti istanti di tempo il momento magico finisce.

Io e i miei due amici non possiamo che sorridere.

Il cuore della Luna è impresso indelebilmente nelle nostre schede di memoria e nelle nostre menti. Anzi nel nostro… cuore.

In basso. Il video riproduce la affascinante sequenza del passaggio della Luna dietro al Cuore di S. Lucano (Dolomiti bellunesi) ripreso da Claudio Pra, autore dell'articolo.

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