Coelum Astronomia 198 - 2016 - Page 62

La sonda assemblata con il team di ingegneri. Crediti: ESA/Astrium/IABG

precisione delle masse in caduta libera. Il LISA Pathfinder in particolare ha a bordo due masse libere in oro e platino.

- la praticabilità nello spazio dell’interferometria laser con risoluzione picometrica a basse frequenze.

- la resistenza e l’affidabilità della strumentazione e dell’hardware in generale in un ambiente spaziale.

La sonda

LISA Pathfinder è formato da due parti fondamentali: il modulo scientifico e il modulo propulsore. Il secondo è stato utilizzato per spostare la sonda dall’orbita di parcheggio all’orbita operativa attorno al punto lagrangiano L1. Una volta esaurita la sua utilità, il modulo è stato espulso in modo da non diventare fonte di possibili disturbi per la strumentazione scientifica di bordo. Il modulo scientifico costituisce la restante parte della sonda e contiene il LISA Technology Package (LTP) ossia il pacchetto tecnologico LISA e il DRS, sviluppato dal Jet Propulsion Laboratory della NASA, che servirà a controllare la posizione della sonda con una precisione del milionesimo di millimetro. Il tutto è coperto da un unico array di celle solari fotovoltaiche per l’alimentazione del veicolo.

Più nel dettaglio il payload della sonda è costituito da:

- LISA Technology Package (LTP): contiene due masse identiche formate da due cubi di 46 mm di lato in oro e platino. Questi cubi sono contenuti in camere a vuoto e fungono da specchi per l’interferometro laser e da masse inerziali di riferimento per il sistema di controllo di caduta libera.

- Disturbance Reduction System (DRS): fornito dal JPL della NASA utilizza propulsori micronewton colloidali, che agiscono applicando una carica elettrica a piccole gocce di liquido, accelerandole attraverso un campo elettrico. Ciò consente di controllare il movimento della sonda con la massima precisione possibile. Questo livello di precisione è necessario per contrastare anche quelle piccolissime forze che agiscono sulla sonda, come la pressione della luce solare, e quindi per garantire che la sonda e la strumentazione al suo interno operino in condizioni di perfetta caduta libera.

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