Coelum Astronomia 198 - 2016 - Page 58

niente meno che dal Big Bang stesso, distribuite in un fondo che permea tutto il cielo, proprio come la radiazione cosmica. Pochi mesi dopo tuttavia si scoprì che le conclusioni erano sbagliate: si trattava di un grande abbaglio! Le tracce lasciate sulla radiazione cosmica di fondo erano reali ma non erano causate dalle onde gravitazionali primordiali, piuttosto dalle minuscole particelle di polveri presenti nella nostra galassia.

Il resto è una storia tanto recente da chiamarsi cronaca: i più grandi interferometri terrestri LIGO e VIRGO hanno superato il lungo periodo critico e sono stati migliorati in sensibilità. Il primo a concludere i lavori, nel settembre 2015, è stato LIGO che quindi si è aggiudicato, con merito, quella che viene senza dubbio considerata la scoperta del decennio, se non addirittura del secolo.

2003 - Viene completato VIRGO.

2007 - I team LIGO e VIRGO iniziano la collaborazione per la condivisione dei dati e danno il via alla collaborazione che porta alla fondazione di un unico network internazionale per il rilevamento delle onde gravitazionali.

2010-2015 - Viene finanziato l’upgrade di LIGO con 205 milioni di dollari.

2015 - Cominciano i rilevamenti da parte del rinnovato Advanced LIGO. In un tweet del cosmologo Lawrence Krauss emergono voci del possibile rilevamento di onde gravitazionali.

2015 - 14 settembre, alle ore 09:51 (TU) LIGO rileva per la prima volta un’onda gravitazionale.

2016 - 11 febbraio, NSF e il team LIGO annunciano ufficialmente il successo della missione.

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Intervista ad Adalberto Giazotto,

padre di VIRGO A cura dell’INFN

Come sta vivendo i giorni dell'annuncio della scoperta

delle onde gravitazionali?

Con grande gioia, anche se un po' da spettatore. Sono

molto contento di questo risultato, che rappresenta il

coronamento di una linea di ricerca che avevamo iniziato

noi di VIRGO decine di anni fa, puntando sulle basse

frequenze.

Lei è considerato il papà di VIRGO.

Siamo stati i primi a dire che era necessario costruire un rivelatore capace di osservare onde gravitazionali anche di bassa frequenza. È stato il più grosso avanzamento nella tecnologia degli interferometri da quando si sono iniziati a realizzare questi rivelatori, negli anni '80. VIRGO è stato, infatti, il primo rivelatore al mondo capace di scendere alle basse frequenze, cui hanno fatto seguito il progetto americano Advanced LIGO e il progetto KAGRA, in corso di realizzazione in Giappone.

Quali sono state le ragioni di questa scelta?

Il target delle basse frequenze era dettato dagli studi teorici sulla struttura dei sistemi binari di stelle di neutroni e di buchi neri come potentissimi emettitori di onde gravitazionali. Inoltre, i segnali radioastronomici delle pulsar – stelle di neutroni rotanti – mostravano l'esistenza di una popolazione di stelle relativamente numerosa, capace di emettere onde gravitazionali periodiche a frequenze maggiori di 10 Hz. A quel tempo, la frequenza minima dei segnali di onde gravitazionali rivelabili dalle antenne esistenti era circa 100 Hz e, quindi, molto maggiore di quella necessaria a catturare fenomeni astrofisici come quelli descritti sopra.

Pensa che l'osservazione delle onde gravitazionali diventerà d'ora in poi comune?

Credo di sì. La collaborazione LIGO/VIRGO, in fondo, ha visto due segnali a breve distanza di tempo l'uno dall'altro. In futuro, potremmo riuscire a vederne molti di più l'anno.