Coelum Astronomia 198 - 2016 - Page 57

investimento di risorse in progetti che con ogni probabilità avrebbero fallito nel loro lavoro. E così, puntualmente, è stato.

I successivi 10 anni hanno rappresentato probabilmente il periodo più duro della ricerca delle onde gravitazionali, con macchinari da centinaia di milioni di euro che non erano abbastanza sensibili per raggiungere lo scopo per il quale erano stati costruiti. Le strade possibili erano quindi due: abbandonare tutto con la certezza di aver fallito o continuare e potenziare gli esperimenti sperando di riuscire a raggiungere la soglia di rivelazione. Se siamo qui a parlare della prima, storica, rivelazione, sappiamo come sono andate le cose, ma nel periodo della più grande crisi economica mondiale della nostra storia l’esito non era affatto scontato.

Ne fece ad esempio le spese l’ambiziosissima missione LISA, una collaborazione tra NASA ed ESA, che doveva essere lanciata nel 2017. La missione prevedeva la messa in opera di una formazione di tre satelliti distanziati da 5 milioni di chilometri, ognuno dei quali avrebbe lanciato un fascio laser verso un altro satellite della formazione, costituendo così un enorme interferometro spaziale. Ora la missione, rinominata eLISA, dopo che la NASA si è ritirata per motivi economici, viene condotta principalmente da ESA e sarà composta sempre da tre satelliti ma distanziati da 1 milione di chilometri.

Attualmente la missione è nelle fasi iniziali di test per valutarne la fattibilità tecnica (nel dicembre 2015 è iniziata la missione "apripista" LISA Pathfinder, vedi l'articolo su LISA Pathfinder e eLISA di questo speciale) e non si sa ancora con certezza quando e se verrà lanciata.

Il momento più basso nella corsa alle onde gravitazionali arrivò nel 2014 sotto forma di una delle armi più subdole puntate contro ogni scienziato sperimentale: una straordinaria illusione. L'esperimento Bicep 2, dedicato allo studio delle proprietà della radiazione cosmica di fondo emessa dall’Universo circa 400 mila anni dopo la sua nascita, sembrò aver rivelato le impronte delle onde gravitazionali emesse

Le date chiave

1916 - Albert Einstein pubblica la teoria generale della relatività. In essa vengono teorizzate le onde gravitazionali, deformazioni dello spazio-tempo in presenza di una massa in oscillazione.

1962 - I fisici russi Gertsenshtein e Pustovoit pubblicano un articolo scientifico sulla possibilità di sfruttare metodi ottici per il rilevamento di onde gravitazionali.

1969 - Il fisico Joseph Weber sostiene di aver rivelato un’onda gravitazionale utilizzando un cilindro in alluminio massiccio: si tratta di un abbaglio.

1970 - Sotto la direzione di Edoardo Amaldi, all’Istituto di Fisica di Roma si lavora per progettare dei rilevatori criogenici di onde gravitazionali.

1972 - Rainer Weiss del Massachusetts Institute of Technology (MIT) propone una tecnica di rilevamento ottico mediante interferometria laser.

1974 - Gli astronomi Taylor e Hulse ottengono la prima prova indiretta dell’esistenza delle onde gravitazionali. Otterranno il premio Nobel nel 1993.

1979 - La National Science Foundation (NSF) finanzia il California Institute of Technology e il MIT per progettare il LIGO

1984 - Rainer Weiss, Kip Thorne e Ronald Drever fondano LIGO

1990 - NSF finanzia la costruzione di LIGO con 250 milioni di dollari

1992 - Vengono selezionati i siti (Washington e Louisiana) per la costruzione degli osservatori LIGO. La costruzione inizia 2 anni dopo

1995 - inizia la costruzione del rivelatore tedesco GEO600.

1996 - Inizia la costruzione dell’osservatorio VIRGO.

2002 - Viene completato LIGO.

2002-2010 - Primo periodo di attività di LIGO, nessun risultato ottenuto.

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