Coelum Astronomia 198 - 2016 - Page 49

di Roma, assieme con Brillet, decide di avviare la collaborazione che porterà alla costruzione di Virgo, un rivelatore di onde gravitazionali basato sul principio dell’interferometria laser.

L’obiettivo scientifico di Giazotto era costruire un rivelatore capace di osservare onde gravitazionali anche di bassa frequenza, obiettivo basato sugli studi teorici che vedevano numerosi corpi celesti emettere onde gravitazionali in questa fascia di frequenze.

Virgo, approvato definitivamente nel 1993, è stato il primo rivelatore al mondo capace di scendere alle basse frequenze, seguito successivamente dal progetto americano LIGO e dal giapponese KAGRA.

Inaugurato ufficialmente nel 2003, Virgo è oggi tra le infrastrutture scientifiche più importanti al mondo e dal 2000 parte dell’Osservatorio Gravitazionale Europeo (EGO) – vedi box “EGO e la Collaborazione LIGO”.

Virgo lavora da molti anni in tandem con l'americano LIGO, avendo instaurato una rete di relazioni volte alla condivisione delle informazioni e all’elaborazione congiunta dei dati rilevati, e proprio grazie a queste collaborazioni (più di 1000 persone hanno dato il loro contributo) si è arrivati alla prima osservazione diretta delle onde gravitazionali, annunciata ufficialmente l’11 febbraio 2016.

Come funziona VIRGO?

L’interno di uno dei due bracci di Virgo: si vede la cavità di fabry-perot in cui corrono i fasci laser del sistema interferometrico. Crediti EGO/VIRGO.

Virgo è un interferometro laser di tipo Michelson e consiste in un rivelatore costituito da due bracci gemelli perpendicolari di 3 km di lunghezza lungo i quali viaggiano due fasci laser. Poiché la presenza di gas residuo perturberebbe la misura, la luce laser deve propagarsi in ultra-alto-vuoto, cioè in un ambiente a pressione di 10−12 atmosfere.

I due fasci distinti vengono generati dividendo un unico fascio laser iniziale usando uno speciale specchio separatore semitrasparente. I due fasci sono poi riflessi, avanti e indietro per centinaia di volte, da appositi specchi posti all’interno di speciali sezioni dette “cavità risonanti di fabry-perot”, in modo da aumentarne il percorso, allungando così virtualmente i bracci dell’interferometro fino a 300km. Infine, i fasci laser vengono ricomposti: la loro sovrapposizione finale produce quella che viene chiamata figura d’interferenza, che permette di avere l’indicazione

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