Coelum Astronomia 198 - 2016 - Page 48

proviene l’onda. La nostra tecnologia per la rivelazione delle onde gravitazionali, infatti, è ancora tanto acerba che siamo molto lontani dal costruire un vero e proprio osservatorio in grado,, di raccogliere e focalizzare la radiazione gravitazionale, come invece avviene per i telescopi ottici che catturano la luce. Al momento ci accontentiamo di captarla senza focalizzarla, un po’ come una persona cieca si accontenterebbe di vedere un tenue e indistinto bagliore.

Sullo stesso principio si basa l’altro importante esperimento: l’interferometro Virgo, che fa parte dell’European Gravitational Observatory (EGO) e si trova su suolo italiano (ogni tanto abbiamo anche seri motivi per essere fieri del nostro Paese!), in particolare nel comune di Cascina in provincia di Pisa. EGO in un prossimo futuro farà anche parte di una rete mondiale di Osservatori, insieme a LIGO e agli altri due interferometri dedicati alla rivelazione delle onde gravitazionali: GEO600 in Germania e KAGRA, che sta per essere ultimato in Giappone. L'obiettivo è una collaborazione internazionale che possa portare a risultati sempre migliori.

L’Osservatorio VIRGO e il progetto

Advanced VIRGO

Guardandolo dall’alto, l’aspetto di Virgo è quello di due lunghi tubi azzurri che corrono, perpendicolari tra loro, nella campagna di Cascina in provincia di Pisa. Ma l’apparenza inganna perché quei semplici tubi azzurri nascondono alcune tra le più avanzate tecnologie oggi disponibili nel campo dell’interferometria laser, tali da consentire di dare la caccia alle elusive onde gravitazionali.

L’idea di Virgo nasce nei primi anni ‘80 per opera di due fisici, l’italiano Adalberto Giazotto dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN) e il francese Alain Brillet del Centre National de la Recherche Scientifique (CNRS).

È il 1981 quando Giazotto inizia a interessarsi alla fisica delle onde gravitazionali e solo pochi anni dopo, a margine di un congresso sulla Relatività Generale organizzato dall’Università La Sapienza di Roma, assieme con Brillet, decide di avviare la collaborazione che porterà alla costruzione di Virgo, un rivelatore di onde gravitazionali basato sul principio dell’interferometria laser.

L’obiettivo scientifico di Giazotto era costruire un rivelatore capace di osservare onde gravitazionali anche di bassa frequenza, obiettivo basato sugli studi teorici che vedevano numerosi corpi celesti emettere onde gravitazionali in questa fascia di frequenze.

Virgo, approvato definitivamente nel 1993, è stato il primo rivelatore al mondo capace di scendere alle basse frequenze, seguito successivamente dal progetto americano LIGO e dal giapponese KAGRA.

Inaugurato ufficialmente nel 2003, Virgo è oggi tra le infrastrutture scientifiche più importanti al mondo e dal 2000 parte dell’Osservatorio Gravitazionale Europeo (EGO) – vedi box “EGO e la Collaborazione LIGO”.

Virgo lavora da molti anni in tandem con l'americano LIGO, avendo instaurato una rete di relazioni volte alla condivisione delle informazioni e all’elaborazione congiunta dei dati rilevati, e proprio grazie a queste collaborazioni (più di 1000 persone hanno dato il loro contributo) si è arrivati alla prima osservazione diretta delle onde gravitazionali, annunciata ufficialmente l’11 febbraio 2016.

Una vista aerea dell'osservatorio VIRGO. Crediti: EGO/VIRGO

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