Coelum Astronomia 198 - 2016 - Page 34

Nuovi occhi per osservare l’Universo

Ecco perchè questa scoperta è così importante

Di fatto, quasi tutto l’Universo che possiamo vedere si basa sull’osservazione delle onde elettromagnetiche emesse, riflesse o assorbite dagli oggetti. Grazie alle onde elettromagnetiche possiamo osservare pianeti, stelle, nebulose, galassie, e riusciamo a risalire alle loro proprietà, perché ogni onda, nessuna esclusa, ha una bellissima caratteristica: trasporta con sé preziose informazioni sui luoghi e i meccanismi con cui è stata generata. È esperienza quotidiana di noi tutti valutare e fare affidamento sul rilevamento delle onde elettromagnetiche per quasi tutte le attività che svolgiamo: la chiamiamo vista! Strumenti avanzati consentono di rilevare sezioni dello spettro elettromagnetico che vanno ben oltre la parte visibile, per conoscere e indagare in modo più approfondito la moltitudine di fenomeni che caratterizzano l’Universo.

Ecco allora che analizzando le onde elettromagnetiche provenienti dalle stelle siamo in grado di determinare la loro temperatura e i meccanismi fisici che le producono, nonché la loro precisa composizione chimica. Osservando le onde elettromagnetiche emesse dalle galassie possiamo dire quante stelle producono, qual è la loro massa, quanto sono vecchie, quanto gas contengono, quanto sono estese, dove e in che modo si muovono. È proprio dall’analisi delle onde elettromagnetiche che l’astronomo e astrofisico Edwin Hubble scoprì per primo l’espansione dell’Universo, grazie al fatto che tutte le galassie tendono ad allontanarsi dalla nostra. È per mezzo delle onde elettromagnetiche che scopriamo pianeti di altre stelle e le loro caratteristiche. Sono proprio le onde elettromagnetiche prodotte agli albori dei tempi a dirci quanto è vecchio l’Universo, quanta materia contiene, quanto potrebbe vivere e in che modo evolverà.

Insomma, proprio grazie a queste piccole cariche che oscillano, trasportando così tanta informazione, noi dobbiamo la grandissima parte della conoscenza dell’astronomia (e non solo).

Senza poter rilevare le onde elettromagnetiche noi saremmo stati del tutto ciechi e non avremmo mai scoperto tutto quello che invece oggi sappiamo dell’Universo e del nostro mondo.

Nel corso degli anni non ci siamo limitati però solo a riceverle, ma abbiamo imparato anche a crearle e a manipolarle per migliorare la nostra vita.

La creazione di onde elettromagnetiche mediante l’oscillazione di cariche elettriche è alla base della nostra tecnologia: televisione, radio, comunicazioni satellitari, wifi, bluetooth, radar, cellulari, forni a microonde… si basano tutti sul

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SPECIALE ONDE GRAVITAZIONALI