Coelum Astronomia 198 - 2016 - Page 22

ad essere strumentalizzata in modo da ottenere finalmente un aumento sostanzioso del budget assegnato…

E in effetti, una settimana dopo questa audizione, è stata presentata una bozza di budget e se l’assegnazione seguisse la falsa riga degli ultimi anni, un leggero aumento del budget NASA sarebbe alle porte.

Per il 2016 a fronte di una richiesta di 18,5 miliardi di dollari sono stati stanziati 19,3 miliardi. L’attuale richiesta per il 2017 è di 19 miliardi e quindi con queste premesse è probabile che vengano superati i 20 miliardi.

Dal punto di vista oggettivo bisogna dare parzialmente ragione a coloro i quali accusano la NASA di non essere efficiente nello sviluppo delle nuove tecnologie, soprattutto a fronte dei continui ritardi e spostamenti in avanti delle date dei vari test e lanci.

L’assenza di una vera e propria scaletta a lungo termine per una missione verso Marte è anche uno dei punti deboli del programma: è abbastanza incredibile che la NASA dica oggi, dopo anni di lavoro sul progetto, che gli servono ancora cinque anni per avere una roadmap dettagliata. Forse a oggi la soluzione migliore sarebbe davvero un ritorno alla Luna, anche per fare dei test estensivi delle tecnologie esistenti.

Abbiamo poi le aziende private che sviluppano nuovi veicoli e tecnologie con un apporto di soldi pubblici limitato, rispetto ai fondi che sono a disposizione della NASA, basti pensare a SpaceX e Blue Origin, tanto per citarne due. Proprio i successi di queste aziende dimostrano che il business spaziale può essere remunerativo e raggiungere risultati esaltanti.

Indubbiamente un aumento degli stanziamenti e una maggiore efficienza nell’uso dei capitali a disposizione potrebbero portare a risultati più concreti. Il prossimo inquilino della Casa Bianca sarà sicuramente decisivo, dato che già le dichiarazioni pre-voto sono estremamente variegate: si va da Jeb Bush, Ted Cruz e Hillary Clinton che vogliono supportare fortemente il programma spaziale fino ad arrivare a Donald Trump che dice «…lo spazio è fantastico, ma dobbiamo concentrarci sulle buche stradali».

Insomma, non tutto è perduto, ma molto si deciderà nei prossimi mesi con le elezioni presidenziali americane. Sicuramente i tempi si allungheranno per qualsiasi progetto si decida di promuovere, ma speriamo che questo ritardo possa restare contenuto grazie a un successore di Obama in grado di prendersi a cuore le questioni spaziali.

I tre esperti durante l’audizione: da sinistra Tom Young, John Sommerer e Paul Spudis

Crediti immagine: House Committee on Science, Space, and Technology

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