Coelum Astronomia 198 - 2016 - Page 21

diventa un commento particolarmente pesante quando a riportarlo è il deputato Mo Brooks, rappresentante dell’Alabama, stato di Huntsville e del Marshall Space Flight Center.

Tom Young, il secondo specialista ascoltato, ex direttore del Goddard Space Flight Center e capo operazioni della Martin Marietta Corporation, conferma l’assenza di un vero programma dettagliato dei lavori, di strategie e architetture che dovrebbero portare gli uomini sulla superficie di Marte. Anch’egli afferma che la NASA non può permettersi di avere un programma spaziale in orbita bassa, la ISS nello specifico, e contemporaneamente sviluppare un programma per lo spazio profondo.

Il terzo specialista, Paul Spudis, un geologo planetario che ha collaborato a molte missioni robotiche, ha dichiarato che la necessità primaria del programma spaziale americano è di avere degli obiettivi certi e a breve termine, ordinati in modo da creare una progressione ben definita e soprattutto realizzabile.

La difesa dalle alte sfere della NASA si è sempre concentrata sul fatto che è difficile, se non impossibile, descrivere nel dettaglio un programma, come quello verso il Pianeta Rosso, costantemente in evoluzione. L’agenzia stessa conta di sviluppare dei sistemi di riduzione dei costi nel corso del progetto stesso, metodi che potrebbero rivoluzionare le tecnologie spaziali, rendendo così il viaggio interplanetario più affrontabile, ma in ogni caso l’obiettivo sarebbe quello di presentare dei progetti dettagliati entro i prossimi cinque anni.

Purtroppo però, nel giro di un anno, l’inquilino della casa bianca cambierà e con lui molte delle intenzioni politiche: il non avere un programma spaziale ben definito rende probabile una ridiscussione di tutto, cosa che secondo l’amministratore Bolden potrebbe portare l’Agenzia Spaziale all’estinzione.

Ma forse una ridiscussione parziale potrebbe essere proprio quel passo intermedio che manca prima del grande salto verso Marte. Due dei tre esperti che hanno parlato al congresso concordano sul fatto che sarebbe più fattibile accorciare il tiro e puntare in un primo momento alla Luna, anche solo per completare quel lavoro di ricerca e test interrotto con le missioni Apollo.

In fondo, tutta questa discussione, si presta anche

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