Coelum Astronomia 198 - 2016 - Page 146

Già Giordano Bruno nel XVI secolo aveva intuito che non si trattava di un concetto troppo ambizioso:

«Esistono innumerevoli soli e innumerevoli terre in orbita intorno ai loro soli […]. Gli altri mondi

nell'Universo non sono né peggiori né meno abitati della nostra Terra».

Fino al 1995 non si conoscevano altri sistemi planetari oltre al nostro. Ad oggi è stata confermata l’esistenza di oltre 2000 pianeti extrasolari, scoperta che ha rivoluzionato la visione di un universo per lo più formato da stelle. Lo studio e la caratterizzazione di questi corpi sono uno degli obiettivi principali dell’astronomia moderna. A tali scopi sono destinate le prossime missioni europee CHEOPS e PLATO, con un importante contributo scientifico e tecnologico dell’Italia.

Insieme a tappe imprescindibili dell’esplorazione spaziale, oltre alle leggendarie missioni Mariner, Messenger, Pioneer, Voyager, e le sonde New-Horizons e Cassini-Huygens, che hanno rivoluzionato le nostre conoscenze sul Sistema Solare, ricordiamo che nel novembre 2014, dopo dieci anni di viaggio, Rosetta ha rilasciato con successo il lander Philae sulla superficie della cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko, a circa 450 milioni di chilometri da casa. Obiettivo della missione era studiare l'origine delle comete, quali elementi fondamentali per comprendere l'origine del Sistema Solare.

Tra gli ormai prossimi ambiziosi passi annoveriamo la missione ExoMars (Agenzie Spaziali Europea e Russa, 2016), con l’obiettivo principale di operare sul suolo marziano per indagarne l’atmosfera e rivelare possibili indizi di una presenza di vita attiva.

La sonda ESA BepiColombo (2017) osserverà invece il pianeta Mercurio e l’ambiente circostante, proponendosi come una delle missioni europee di esplorazione interplanetaria più ambiziosa mai programmata.

Non possiamo che chiudere questa panoramica con le parole dell’astronomo e scrittore Carl Sagan: «In tutta la storia dell’umanità, ci sarà una generazione che giungerà per prima a esplorare il Sistema Solare, […] per la quale i pianeti saranno, dapprima, remoti rischi e indistinti solcanti il cielo notturno, e dopo luoghi, nuovi mondi diversi, in via di essere esplorati» per andare oltre il sogno di volare e di raggiungere spazi sempre più lontani e impensabili.

Nel febbraio 1984 l’astronauta statunitense Bruce McCandless compiva per primo un volo nello spazio svolgendo attività extra-veicolare in completa libertà. (Credits: NASA)

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