Coelum Astronomia 198 - 2016 - Page 144

BEPI COLOMBO

Il grande scienziato padovano Giuseppe Colombo (1920-1984), ricordato anche come “Meccanico del cielo”, è tuttora una figura viva nel panorama astronomico internazionale per le sue brillanti intuizioni. Matematico di formazione e genio dei numeri, diventa presto un maestro della meccanica celeste all’Università di Padova dove continua la tradizione di Galileo Galilei. Giunge a scoperte importanti dando un contributo decisivo alla conoscenza dei movimenti di Mercurio intorno al Sole, e dedicandosi allo studio approfondito degli anelli di Saturno.

A partire dagli anni Sessanta trascorre la maggior parte della sua vita negli Stati Uniti, dove svolge ricerca in istituzioni di spicco quali l’Harvard-Smithsonian Center for Astrophysic, il CALTECH e il MIT. Ma è soprattutto al Jet Propulsion Laboratory della NASA che conquista gli americani con le sue eccezionali capacità di ideazione delle orbite per le sonde interplanetarie. Grazie all’intuizione dell’effetto fionda gravitazionale la sonda Mariner 10 sorvolerà per tre volte il pianeta Mercurio ‒ invece che una come previsto ‒ effettuando un passaggio ravvicinato di Venere e raccogliendo così una mole di dati decisamente maggiore.

La grande idea di Giuseppe Colombo resta comunque il principio del satellite “a filo” (tethered satellite). Il concetto era quello di agganciare a uno shuttle un satellite laboratorio mediante un filo della lunghezza di decine di chilometri. Questa idea avveniristica si rivelò corretta, e fu realizzata dalla NASA in diverse missioni.

Collaborò anche all’ideazione della missione europea Giotto, per l’invio di una sonda di osservazione in prossimità della cometa di Halley, che nel 1986 passava alla minima distanza dalla Terra. Purtroppo non fece in tempo a vedere il successo di questa missione, lasciandoci prematuramente nel 1984.

Colombo era noto ai suoi colleghi per il suo approccio a problemi estremamente complessi, per i quali cercava sempre soluzioni semplici: «Se di un problema complesso non sai scrivere un modello semplice, allora non l’hai capito, oppure non lo conosci», diceva.

Giuseppe Colombo, detto da tutti Bepi, continua a ispirare generazioni di astronomi e ingegneri aerospaziali.

Giuseppe Bepi Colombo. Credits: ESA.

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