Coelum Astronomia 198 - 2016 - Page 137

come un elicottero, vola come un missile, viaggia sott’acqua come un sottomarino e si sposta senza difficoltà sulla terra ferma.

«Qualunque cosa un uomo possa immaginare, altri uomini possono rendere reale»: con queste parole lo scrittore lasciò alle future generazioni di inventori e scienziati una visionaria e fiduciosa eredità che non sarebbe stata delusa.

«Ho sognato una volta che giacevo nella culla e che un avvoltoio veniva volando su di me […] come per dimostrare, che per tutta la vita avrei parlato di ali». Leonardo da Vinci espresse così il sogno della sua mente geniale: quello di osservare la terra dall’alto, perché «quando camminerete sulla terra dopo aver volato, guarderete il cielo perché là siete stati e là vorrete tornare». Leonardo si mostrò a un passo dal comprendere i fondamenti del volo grazie alla meticolosa osservazione della Natura, progettando diverse macchine volanti visionarie per il suo tempo e diventate oggi ormai comuni.

Leonardo da Vinci, Schizzo di una macchina volante, 1505.

Homo Volans (Fausto Veranzio, 1551-1617, Machinae Novae, Venezia). Nell’illustrazione un uomo scende imbragato a una sorta di paracadute. Non sappiamo se l’invenzione sia rimasta solo un sogno su carta.

Oltre due secoli dopo, il sogno dell’uomo di volare diventò più concreto: i fratelli Montgolfier inventarono il loro “globo volante”. L’idea di costruire una macchina capace di volare maturò dopo aver osservato il fenomeno dell’aria calda ascendente. Alla loro tenacia e capacità di credere nel superamento dei limiti si deve il primo volo umano assoluto: il 21 novembre del 1783 a Parigi fu percorsa una distanza di 8 chilometri in 25 minuti alla quota massima di ben 100 metri!

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