Coelum Astronomia 198 - 2016 - Page 116

A sinistra. Questa non è l'immagine della scoperta della SN2016aa ma una di quelle realizzate dai membri dell'ISSP il 4 febbraio che, verificata la presenza del plateau, hanno contribuito alla sua corretta classificazione come di tipo IIP; nello specifico, la ripresa è stata ottenuta da Paolo Campaner dell'Osservatorio di Ponte di Piave (TV) con il riflettore da 400 mm f/5,5 ed è la somma di 15 immagini da 75 secondi.

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SUPERNOVAE

A cura di Fabio Briganti e Riccardo Mancini

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Come avrete facilmente constatato dalla “ultima ora” dello scorso mese, la domanda con cui ci eravamo lasciati, su chi sarebbe stato il primo scopritore italiano del 2016, non ha generato una grande suspence. Il 17 gennaio scorso, infatti, F. Ciabattari, E. Mazzoni e S. Donati dell’Osservatorio di Monte Agliale (ISSP) hanno individuato una debole stellina di mag.+18,3 nella spirale PGC 22658. Nel campo della galassia ospite, situata nella Giraffa a circa 4° a sud della bella e più famosa galassia a spirale NGC 2403, si trovano la spirale UGC 4196 e la piccola MCG+10-12-069 (rispettivamente circa 4' e 1' a sudest). Tutte e tre le galassie distano fra i 410 e i 420 milioni di anni luce.

Secondo le nuove regole fissate dalla IAU per la classificazione delle supernovae, di cui abbiamo parlato il mese scorso, al nuovo transiente è stata subito assegnata la sigla provvisoria AT2016aa, in attesa della conferma spettroscopica.

Nelle tre settimane successive, la luminosità dell’oggetto si è mantenuta costante intorno alla mag. +18,0/+18,5 avvalorando con ciò l’ipotesi che si tratti di una supernova di tipo IIP. Questo tipo di supernovae infatti ‒ dopo l’aumento di luminosità per l’esplosione, seguito da un breve periodo di calo che le porta a raggiungere il livello detto Plateau ‒ rimangono per diverse settimane intorno a questo livello di luminosità per poi diminuire lentamente.

A causa prima del disturbo lunare e poi di avverse condizioni meteo, la conferma è arrivata solo il 4 febbraio quando, con il telescopio Copernico dell’Osservatorio di Asiago, è stato ottenuto lo spettro; e finalmente, anche se con grosse difficoltà per il pessimo seeing, è stato possibile classificare la supernova di tipo II. Inoltre, le varie osservazioni ottenute da soci dell’ISSP, e in particolare quelle di Paolo Campaner e Massimo Caimmi realizzate sempre il 4 febbraio, hanno permesso di confermarne il Plateau teorico. Quindi la sn è una IIP, a cui è stata assegnata la sigla definitiva SN2016aa.

Ciliegina sulla torta per l’ISSP, nell’Atel n. 8641 dell’Osservatorio di Asiago fra gli autori sono stati menzionati anche gli appassionati che con le loro osservazioni sono stati determinanti per la classificazione finale della supernova.